Un piano con scadenze precise per porre fine ai cattivi odori che da tempo interessano Treviglio. Entro il 30 novembre la società Ecb, con sede in via Calvenzano, dovrà attuare una serie di interventi tecnici per ridurre l’impatto odorigeno dell’impianto, rispettando le prescrizioni definite nel corso del tavolo tecnico convocato dalla Provincia.
L’argomento è stato al centro del Consiglio comunale di martedì 28 luglio, durante il quale il sindaco Juri Imeri e l’assessore all’Ambiente Michele Bornaghi hanno illustrato ai consiglieri e ai cittadini lo stato della situazione e le azioni intraprese dall’amministrazione negli ultimi anni.
Nel 2023 otto sopralluoghi, 58 relazioni di servizio e interventi
Aprendo il dibattito, come riportano i colleghi di PrimaTreviglio, il sindaco Juri Imeri ha ribadito la volontà dell’amministrazione di informare con la massima trasparenza la cittadinanza sull’evoluzione della vicenda. «La situazione ha raggiunto picchi insostenibili e i cittadini hanno ragione a lamentarsi. Noi siamo al loro fianco e la nostra presa di posizione rispecchia il senso di disagio e insoddisfazione mia, dell’assessore e degli uffici comunali. Motivo per cui abbiamo deciso, nella massima trasparenza, di relazione in Consiglio per raccontare quello che abbiamo fatto in questi anni».
Il primo cittadino ha però invitato anche alla pazienza, sottolineando come la soluzione del problema richieda tempo: «Tutti, compresa l’azienda, stiamo lavorando per trovare soluzione. Il tema però è complesso e non ha una veloce soluzione». Nel corso della seduta, l’assessore Michele Bornaghi ha ripercorso le attività svolte dall’amministrazione comunale dal 2023 per affrontare il problema dei cattivi odori.
Sono stati effettuati otto sopralluoghi da parte dell’Ufficio Ambiente, mentre la Polizia locale ha redatto 58 relazioni di servizio, comprese otto verifiche del Nucleo Ambientale. Il Comune ha inoltre richiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali e di Arpa Lombardia, promuovendo tavoli tecnici, richieste di approfondimento, relazioni tecniche e anche iniziative di carattere sanzionatorio.
Il calendario delle “scadenze”
Dal tavolo tecnico convocato in Provincia sono scaturite 25 prescrizioni, suddivise in quattro ambiti principali, con un calendario di interventi che dovrà essere rispettato dall’azienda. Per quanto riguarda il sistema di trattamento dell’aria, entro il 31 luglio Ecb si è impegnata a trasmettere il progetto del nuovo termocombustore. Entro il 30 agosto dovrà presentare un piano per convogliare verso il termocombustore i flussi d’aria con maggiore impatto odorigeno, riducendo il ricorso allo scrubber, mentre entro il 30 settembre saranno necessarie modifiche progettuali proprio a quest’ultimo impianto per migliorarne l’efficienza.
Tra gli interventi richiesti, anche un maggiore controllo dell’apertura e della chiusura dei portoni dello stabilimento: entro il 4 agosto dovrà essere installato un sistema di monitoraggio con trasmissione mensile dei dati agli enti competenti. Sempre entro il 30 settembre dovrà essere presentato uno studio di fattibilità per realizzare un sistema di compartimentazione capace di coprire i camion durante le operazioni di carico e scarico, limitando la dispersione degli odori.
Per quanto riguarda invece la gestione dei piazzali, entro il 10 agosto è previsto un intervento straordinario di pulizia. Dovranno inoltre essere sigillati i container destinati ai fanghi per evitare fuoriuscite di liquidi maleodoranti. Infine, entro il 30 novembre, l’azienda dovrà predisporre un piano dettagliato per affrontare eventuali anomalie, blackout o guasti improvvisi, così da prevenire nuovi picchi di odori in città.
«Non ci appartiene lo scaricabarile – ha affermato Imeri – e abbiamo voluto questo momento proprio per raccontare cosa facciamo. L’azienda ha fatto la sua parte, ma le evidenze dicono che non basta. Siamo chiamati adesso a monitorare gli impegni presi al tavolo tecnico in Provincia, che abbiamo chiesto noi. Continueremo a relazionare al Consiglio e ai cittadini tenendoli aggiornati sulla situazione».
Parola all’opposizione
Il consigliere del Pd Erik Molteni ha dichiarato, in merito alla vicenda: «Condividiamo che il tema è complesso e che vada risolto nell’interesse dei cittadini. Ci sarebbe piaciuto essere coinvolti come opposizione, visto che il tema l’abbiamo sollevato noi tre anni e mezzo fa. C’è stata perfino una raccolta di firme in cui si chiedeva un intervento tempestivo contro queste puzze. Le due parole che più emergono da questa relazione sono “tavoli” e “prescrizioni”, ma è un dato di fatto non sono seguiti fatti concreti. Il problema persiste e addirittura a giugno e luglio le segnalazioni aumentate. Non è ammissibile, è una situazione vergognosa. Ci auguriamo che le tempistiche vengano rispettate».