Basta poco...

Alajbegovic e il mercato sono solo la punta dell’iceberg: il problema è la distanza con la gente

I tifosi hanno voglia e bisogno di stare vicino alla squadra. L'allenamento a porte aperte annunciato per il 4 agosto è un primo passo

Alajbegovic e il mercato sono solo la punta dell’iceberg: il problema è la distanza con la gente

Parliamo di mercato ogni giorno. Cerchiamo di raccontare trattative e risvolti, accelerazioni e smentite. A volte siamo sulla strada giusta, altre sbagliamo.

Tuttavia, al netto del circo mediatico che non mette mai tutti d’accordo, c’è una cosa che si tocca con mano appena si alza lo sguardo verso qualcosa di nerazzurro che sventola: la squadra di Sarri e la piazza, oggi, sono distanti. Anche fisicamente. Non è tanto la possibilità di assistere alle amichevoli, le partita in qualche modo si seguono. Manca proprio il contatto, la possibilità “sentirsi”.

Il ritiro a Zingonia conta fino a un certo punto, è evidente che se l’Atalanta andasse in ritiro in Trentino non avrebbe il seguito che hanno altre squadre. Ma stare al Centro Bortolotti con tutte le sedute di allenamento a porte chiuse non aiuta. Anzi. E non si sta chiedendo di organizzare sessioni di autografi come avveniva a Rovetta o Clusone, solo di un po’ di vicinanza in più.

Oggi (30 luglio) il club ha annunciato che martedì 4 agosto la prima squadra svolgerà un allenamento aperto al pubblico alla New Balance Arena. Porte aperte della Curva Nord alle 18, giocatori e staff in campo alle 19. È una buona notizia, un primo passo nella direzione giusta.

Vedere una seduta di allenamento, poter entrare in contatto con chi la domenica si sostiene dagli spalti, urlare un “Forza ragazzi” da dietro la rete ha un suo fascino, prima ancora che un significato. E per un popolo che in passato riempiva la Tribuna Centrale o la vecchia Pisani per la presentazione della squadra, che accorreva in decine di migliaia nei giorni della Festa della Dea, queste sono cose importanti. Più di Alajbegovic inseguito per settimane e che poi finisce alla Juve.

Aprire Zingonia ai tifosi sarebbe un investimento sul futuro, un credito di passione che non costa nulla e porta solo benefici. Perché quando le cose vanno bene sono tutti contenti, ma è nelle difficoltà che bisogna fare fronte comune. Come nelle grandi famiglie: ci si stringe, si lotta insieme e se ne esce. Ma se in mezzo c’è distanza, tutto diventa più complicato.