Foto Atalanta.it
Dal punto di vista tattico, l’Atalanta di Sarri, difensivamente parlando, avrà come riferimento lo spazio piuttosto che l’uomo. Può sembrare un discorso da esperti, invece è un elemento che cambierà un po’ tutto.
La domanda da farsi, ora, non è se un giocatore della rosa ce la farà o meno ad adattarsi, ma piuttosto quanto la sua duttilità gli permetterà in poco tempo di aumentare la confidenza con movimenti e scelte. Un binomio fondamentale, perché lavorare nello spazio senza un punto di riferimento fisso è diverso. Molto diverso.
L’Atalanta di Sarri ha uomini e caratteristiche per farlo. Si pensava a una rivoluzione, ma il nuovo corso tecnico sta puntando sulla continuità. Un rischio, per certi versi, ma anche la consapevolezza di avere in gruppo giocatori intelligenti. La volontà è provare a sfruttare questa cosa al meglio.
Ci sono almeno due passaggi che diventano ora fondamentali: i giocatori, calati in un nuovo modulo, devono assimilarlo, crederci, studiarne certezze e varianti e poi essere in grado di muoversi in campo con attenzione e dedizione.
Da questo punto di vista, è fondamentale il ritorno a Zingonia di Kolasinac, De Roon e Djimsiti. Ragazzi esperti come loro (a cui aggiungiamo anche Pasalic) sono decisivi per il lavoro che sta facendo il mister. Perché prima si convincono i pilastri dello spogliatoio e maggiori saranno le possibilità di accorciare i fisiologici tempi di costruzione di un nuovo gruppo capace di fare la differenza.