L’acqua disponibile per l’agricoltura è ormai ridotta della metà e la seconda parte dell’estate rischia di essere ancora più difficile di quella del 2022, e anche Bergamo e provincia hanno visto la crisi idrica entrare nella sua fase più delicata. L’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha classificato come “alta” la severità idrica dell’intero distretto, comprendendo anche i bacini dei fiumi Serio, Brembo e Oglio. Per il territorio orobico le conseguenze sono immediate: dal 1° agosto scatteranno i primi razionamenti dell’acqua destinata all’irrigazione e, secondo il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, la disponibilità idrica è ormai ridotta alla metà rispetto alla norma.
«Una situazione come nel 2022, ma con temperature ancora più alte»
Come riporta L’Eco di Bergamo l’innalzamento della criticità conferma uno scenario che Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca e di Anbi Lombardia, temeva da mesi.
«Una criticità di livello “alto” era stata dichiarata soltanto nel 2022, ma oggi la situazione è ancora più difficile perché fa molto più caldo. Se non arriveranno precipitazioni nelle prossime settimane, la seconda parte dell’estate sarà durissima», ha spiegato. La dichiarazione dello stato di severità consentirà inoltre a Regione Lombardia di chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, con l’obiettivo di ottenere le risorse necessarie per sostenere le aziende agricole colpite.
Raccolti dimezzati e filiera alimentare a rischio
Gli effetti della scarsità d’acqua iniziano già a riflettersi sulle produzioni agricole: «Quest’anno riusciremo a portare a casa soltanto un raccolto. Il mais è ormai in fase di trinciatura e, grazie a una gestione attenta della risorsa idrica, è stato salvato. Ma non ci sono le condizioni per una seconda campagna irrigua. Se la produzione si fermerà a metà rispetto agli anni normali, le conseguenze interesseranno tutta la filiera alimentare» – ha proseguito. Il Consorzio gestisce un comprensorio che serve circa 300 mila utenti, di cui 50 mila agricoli.
Dal Serio arriva metà dell’acqua
Il primo provvedimento scatterà da sabato 1 agosto e interesserà il sistema irriguo alimentato dal Serio. Nella parte alta della pianura bergamasca circa mille aziende agricole riceveranno soltanto metà della normale disponibilità d’acqua. In termini pratici, i turni di irrigazione passeranno da una frequenza di 7/8 giorni a una ogni 14/15 giorni: «La disponibilità d’acqua è ormai pari al 50% rispetto al normale».
Dal Brembo nuovi tagli, ma alcune zone reggono meglio
La situazione non è identica in tutta la provincia. Dall’8 agosto scatteranno anche i razionamenti dell’acqua proveniente dal Brembo, mentre alcune aree della Bergamasca stanno affrontando meglio l’emergenza grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni. È il caso dell’Isola Bergamasca, di Telgate, Zanica, Bagnatica e Caravaggio, dove i nuovi impianti irrigui finanziati attraverso Psrn e Pnrr stanno consentendo una gestione più efficiente della risorsa idrica: «Quegli interventi si stanno rivelando provvidenziali proprio nell’anno più difficile».
L’agricoltura deve cambiare
Per affrontare crisi sempre più frequenti non basteranno gli interventi d’emergenza. Secondo Reduzzi servirà una pianificazione di medio e lungo periodo, puntando su colture meno idroesigenti e ripensando progressivamente il modello produttivo agricolo. «Ogni imprenditore ha sempre scelto le coltivazioni in base alle proprie esigenze. Oggi però il cambiamento climatico impone un nuovo approccio».
La nuova sfida dei data center
Alla scarsità d’acqua si aggiunge un’altra criticità: la crescente diffusione dei data center. «Anche queste strutture utilizzano la stessa risorsa idrica necessaria per irrigare i campi. Diventeranno inevitabilmente un concorrente nell’utilizzo dell’acqua e sarà necessario trovare un equilibrio tra le diverse esigenze», ha concluso Reduzzi.