di Alice Volpi
Si allarga il fronte delle critiche nei confronti del presidente del consiglio comunale di Albino, Davide Zanga, dopo il post pubblicato sui social in seguito alla morte di Abderrahim Fakir, deceduto a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine.
Il messaggio pubblicato sul profilo personale di Zanga, contiene espressioni che hanno suscitato una forte reazione politica. Nel post, Zanga scrive: «Questo più volte arrestato per spaccio» e «dovrebbe vergognarsi il Pd sempre pronto a tutelare delinquenti e spacciatori solo perché stranieri. Uno di meno mi vien da dire, dove non arriva la giustizia italiana, arriva quella divina». Difende poi l’operato degli agenti coinvolti e respinge le critiche rivolte all’azione delle forze dell’ordine, aggiungendo: «Un ragazzo che accende una bodycam capisce che per tutelarsi è ora di filmare quanto sta per accadere».
I gruppi consiliari In Albino, Futuro in Comune ed Energie in Albino esprimono «profondo sconcerto» per il contenuto del post. Pur precisando di non contestare «il diritto di esprimere opinioni politiche, anche molto lontane dalle nostre, né quello di manifestare vicinanza alle forze dell’ordine», affermano: «Sostenere le forze dell’ordine non significa compiacersi della morte di una persona».
Nel comunicato sottolineano: «Chi presiede il consiglio comunale non può liquidare la morte di una persona con le parole “uno di meno”, qualunque sia la sua nazionalità, i suoi precedenti o i comportamenti che le vengono attribuiti».
Per i tre gruppi di opposizione (…)