Foto Atalanta.it
Non sappiamo cosa si stavano dicendo, d’altro canto Charles De Ketelaere non è famoso per essere un chiacchierone. Eppure la faccia di Maurizio Sarri è tutto un programma. Felice, distesa, sorridente.
Anche Carletto da Bruges sorride convinto, però è il tecnico a colpire. Dà l’idea di chi, sotto i baffi, se la ride perché adesso i pezzi del puzzle sono tutti al loro posto. Certo, ne mancano alcuni – e sarebbe interessante capire cosa ne pensa Sarri stesso -, ma questo potremo capirlo (forse) solo alla prossima intervista (quando ci sarà).
Con De Ketelaere, per tornare al campo e a quella normalità che tanto preferiamo, l’Atalanta in attacco ritrova un elemento fondamentale della squadra. Uno che fa bene agli occhi degli appassionati, che cambia le partite. E che potrebbe essere determinante anche per provare a cambiare Raspadori.
In che senso? Nel senso che il belgo potrebbe favorire il risveglio del suo omologo a piedi (e fasce) invertiti, che ancora fatica a trovare la quadra. Insomma, un De Ketelaere fa bene a tutti. Ma che non è per tutti.
Nonostante le avances e gli interessamenti delle big d’Europa, l’Atalanta non ci sente. Per i dirigenti orobici ci sono tanti giocatori importanti e non c’è nessuna intenzione di venderli. Soprattutto se sono forti come il belga, che al Mondiale ha pure giocato da centravanti e segnato.
Le vie di Sarri sono infinite ma CDK giocherà a destra con licenza di rientrare nel campo e tentare di far male all’avversario, che lo conosce ma spesso non riesce a prenderlo.