Ad agosto non si abbassa la guardia

Nuovo presidio contro la violenza di genere in piazza a Bergamo

Sabato 8 agosto alle 18.30 in Largo Rezzara con la Rete Bergamasca. Un presidio per mantenere alta anche l'attenzione sui femminicidi

Nuovo presidio contro la violenza di genere in piazza a Bergamo

Nel mese di agosto tendenzialmente le città si svuotano, ma la violenza di genere non va di certo in vacanza. È con questo messaggio che la Rete Bergamasca contro la violenza di genere promuove un nuovo presidio pubblico in programma sabato 8 agosto alle 18.30 in Largo Rezzara, a Bergamo. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che continua a colpire ogni giorno e ribadire la necessità di un cambiamento culturale e politico.

Il presidio in Largo Rezzara

La Rete Bergamasca torna in piazza per ribadire che i femminicidi non si fermano e che la violenza patriarcale continua a travolgere donne e persone discriminate a causa della loro identità di genere, anche durante il periodo estivo. L’appuntamento è fissato, come di consueto, alle 18.30 in Largo Rezzara.

Per gli organizzatori, presidiare lo spazio pubblico significa rompere il silenzio, contrastare l’assuefazione e ricordare che ogni femminicidio e ogni episodio di violenza o discriminazione non rappresentano casi isolati, ma sono il risultato di una cultura che alimenta controllo, possesso e sopraffazione.

I dati sul territorio

La Rete richiama anche i numeri registrati nella Bergamasca. Nel solo mese di luglio sono state 86 le nuove chiamate ai centri antiviolenza della provincia, un dato che conferma come la richiesta di aiuto rimanga elevata anche nei mesi estivi.

A livello nazionale, secondo i dati diffusi da femminicidioitalia.info, alla fine di luglio le vittime di femminicidio sono salite a 42, di cui 10 soltanto nell’ultimo mese.

Un fenomeno che coinvolge tutta la società

La Rete ricorda inoltre i dati raccolti dall’osservatorio permanente di Non Una di Meno, che nei primi sei mesi dell’anno ha registrato 64 tentati femminicidi e sei omicidi correlati, che hanno coinvolto persone intervenute in aiuto delle vittime, familiari o amici.

A questi si aggiungono due lesbicidi, l’omicidio di un ragazzo e il suicidio indotto di una ragazza trans, episodi che, secondo gli organizzatori, sono riconducibili alle stesse dinamiche della violenza patriarcale.

L’appello alla cittadinanza

La Rete Bergamasca invita cittadini e cittadine a partecipare al presidio per esprimere vicinanza alle persone che vivono situazioni di violenza e contribuire a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno.

L’obiettivo, sottolineano gli organizzatori, è trasformare l’indignazione in un impegno collettivo e rafforzare la richiesta di un cambiamento culturale e politico capace di prevenire e contrastare la violenza di genere.