L’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è l’unico ospedale pubblico italiano inserito nella classifica “World’s Greenest Hospitals 2026”, la graduatoria internazionale che individua i 250 ospedali più sostenibili del mondo. Il riconoscimento, collaborazione con Statista, premia le strutture che si distinguono per l’adozione di pratiche concrete a tutela dell’ambiente, della salute e del clima. Tra le sole quattro realtà italiane presenti nella graduatoria, il Papa Giovanni XXIII è l’unico ospedale pubblico.
Un riconoscimento internazionale

Alla sua prima edizione, la classifica ha preso in esame circa mille ospedali di 39 Paesi, valutando diversi aspetti legati alla sostenibilità: dalle performance ambientali ai risultati raggiunti, fino alle certificazioni ottenute, agli impegni volontari e alla trasparenza nella rendicontazione.
L’ospedale bergamasco ha conquistato quattro “foglie verdi” su una scala che va da tre a cinque, uno dei punteggi più alti assegnati. Lo stesso riconoscimento è stato ottenuto dall’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, mentre l’IRCCS Maugeri di Pavia ha ricevuto tre foglie verdi.
Energia rinnovabile e riduzione dei consumi

Il risultato è frutto di un percorso avviato negli ultimi anni dall’ASST Papa Giovanni XXIII, che ha integrato la sostenibilità nella gestione sanitaria e organizzativa.
Tra gli interventi più significativi figurano l’utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili, l’installazione di impianti per l’autoproduzione di energia e gli investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
Le Case di Comunità e l’Ospedale di Comunità consumano oggi almeno il 30% di energia in meno rispetto al periodo precedente agli interventi di riqualificazione, mentre l’Ospedale Civile di San Giovanni Bianco ha ridotto dell’11% il proprio fabbisogno di energia elettrica. Al Papa Giovanni XXIII è stata inoltre completata una diagnosi energetica che consentirà di introdurre nuove misure per contenere ulteriormente i consumi, anche grazie a un impianto fotovoltaico da 365 kW e ai futuri interventi di efficientamento.
Sanità sempre più digitale e sostenibile
La strategia ambientale dell’azienda sanitaria riguarda anche l’organizzazione dei servizi. L’espansione della telemedicina e l’attivazione della centrale UNICA di Continuità Assistenziale hanno permesso di evitare l’emissione complessiva di quasi 800 tonnellate di anidride carbonica, riducendo gli spostamenti dei pazienti.
A questo si aggiungono l’abbandono quasi completo del desflurano, uno dei gas anestetici con il maggiore impatto sul clima, iniziative per limitare gli sprechi alimentari e un’attenzione crescente all’appropriatezza prescrittiva e organizzativa.
Un lavoro costruito insieme al territorio
L’ASST Papa Giovanni XXIII aderisce ai principali network internazionali dedicati alla sanità sostenibile, tra cui Global Green and Healthy Hospitals e SOSTERRETE, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità. Per coordinare le attività è stato istituito un Green Team, affiancato dalle figure del Climate Manager, dell’Energy Manager e del Mobility Manager.
L’azienda è inoltre tra i promotori del protocollo coordinato dall’Ordine dei Medici di Bergamo per ridurre l’impronta climatica dei servizi sanitari e ha aderito al Climate City Contract promosso dal Comune di Bergamo nell’ambito del progetto europeo Net Zero Cities, che punta alla neutralità climatica entro il 2030.
«Un orgoglio per tutta la comunità»

A commentare la cosa è stato il direttore generale Francesco Locati: «Essere selezionati tra i “World’s Greenest Hospitals” è motivo di grande orgoglio e rappresenta il riconoscimento di un percorso che ha coinvolto tutta la nostra comunità professionale».
Proseguendo Locati ha aggiunto: «In questi anni abbiamo orientato le nostre scelte ai principi della One Health, traducendo questa visione in azioni concrete a tutela della salute delle persone e dell’ambiente. La migliore eredità che un ospedale possa lasciare è un futuro in cui prendersi cura della salute significhi anche prendersi cura del pianeta per le generazioni che verranno».
Il riconoscimento si aggiunge al percorso già intrapreso dall’ASST sul fronte della sostenibilità, che aveva portato il Papa Giovanni XXIII anche tra i finalisti degli European Sustainable Healthcare Awards 2025 grazie a un progetto condiviso con l’ASST Bergamo Est e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.