La tanto attesa levata del sipario del ChorusLife Volley Bergamo è avvenuta. Nella cornice di Gnam, locale sito proprio all’interno del ChorusLife, lo staff e un nutrito gruppo di atlete (9 su 14) si è ufficialmente presentato a stampa e tifosi – il pomeriggio del 6 agosto – per dare il via alla stagione 2026/2027.
E non sono mancate due gradite novità: la prima, annunciata dal direttore sportivo Matteo Bertini, riguarda l’ingaggio temporaneo di Lena Stigrot; la seconda è il ritorno di Federica Stufi, nominata direttore sportivo delle giovanili. Il tutto nell’abbraccio dei tanti tifosi che sono accorsi per accogliere il nuovo gruppo di lavoro.

L’intervista a Federica Carletti
Uno dei tanti volti nuovi delChorusLife Volley Bergamo è quello di Federica Carletti. Schiacciatrice classe 2000, è reduce da una stagione con la maglia di Vallefoglia con cui ha vinto la Challenge Cup.
Che impressione ha avuto di Bergamo in queste prime settimane, anche se gli allenamenti non sono ancora iniziati?
«In realtà, come ha detto Marcello (Cervellin, l’allenatore, ndr), non è stato il primo giorno di scuola perché, prima di oggi, siamo arrivate a maggio-giugno a fare qualche allenamento. È stata una bellissima cosa proposta dalla società, ci ha aiutate a entrare in città, a prendere un po’ i nostri spazi e i nostri ritmi. L’impressione che ho avuto è calorosa, mi sembra di entrare in una grossa famiglia, molto professionale e molto organizzata. Qui si respira aria di pallavolo».
Sì, perché qui la A1 la si fa dal 1994/1995 e l’aria di pallavolo la si sente. A livello di città come l’ha trovata?
«Molto organizzata, sia per l’aeroporto che per i trasporti. E siamo in una società storica. Quando ero piccola guardavo le partite della Foppa e un giorno sognavo di poter giocare qua».
All’ultimo scudetto avevi 12 anni, all’ultima Coppa Italia 16 anni e forse si stava avvicinando al mondo dei grandi.
«Sì e per me è un grande orgoglio essere qua».

Non le saranno mancate le proposte, ma come mai la scelta è ricaduta su Bergamo?
«Come dicevo prima, è un progetto ambizioso e credo che abbiano costruito una bellissima squadra per toglierci tante soddisfazioni. Come ha detto il coach, la squadra è un mix tra atlete esperte e un po’ più giovani. Secondo me ci sono tante ragazze che hanno voglia di riscattarsi e mostrare il potenziale. Anche io credo di essere una di loro, quindi l’idea mi è piaciuta sin dai primi contatti telefonici con la dirigenza e mi sono convinta subito».
È reduce da una stagione importante in cui ha alzato un trofeo importante. Insieme a lei, sarebbe dovuta esserci anche Ungureanu che però ha subito un serio infortunio.
«L’anno scorso è stato un anno un po’ strano, ma molto importante e ci siamo prese tante soddisfazioni. Giocare una Coppa, per il livello di squadra che avevamo, è stato comunque difficile perché dovevi portare a casa due risultati, ovvero sia quello del campionato che quello della Coppa. Tutto ciò è stato reso possibile dalla squadra lunga che avevamo, con tanti campi. Per Adelina mi dispiace parecchio perché, oltre al rapporto lavorativo fra compagne di squadra, c’è un rapporto di amicizia. Oltre a Vallefoglia, avevamo già giocato insieme a Pinerolo salvandoci. Sarebbe stato bello fare un terzo anno insieme, ma ora le auguro un buon recupero con la speranza che si riprenda il prima possibile».