Il grande caldo non ha intenzione di abbandonarci. Dopo i valori eccezionali registrati nei giorni scorsi, ci attende una nuova espansione dell’anticiclone africano che manterrà le temperature su livelli molto elevati anche in Bergamasca, almeno fino a Ferragosto con possibili picchi di 35-36 gradi nelle aree di pianura.
La morsa allenterà dopo Ferragosto
Farà ancora molto caldo, dunque, sebbene non più ai livelli estremi della scorsa settimana. A parlarne è il team di esperti di 3BMeteo, come riportato da L’Eco di Bergamo. Il 6 agosto scorso è stata senza dubbi una – se non la più – delle giornate più calde in assoluto di questa estate, per via dell’ampiezza dell’area interessata dalle temperature elevate.
Non si parla necessariamente di record di caldo assoluti, bensì della sua diffusione: valori fra 39 e 40 gradi sono stati raggiunti in diverse zone del Paese, pianura lombarda compresa. Un’estate come questa si era vista davvero poche volte prima. Ma quando finirà questo caldo estremo?
Per una vera attenuazione della fase rovente, spiegano gli esperti, bisognerà attendere la seconda metà di agosto. Dopo Ferragosto, quindi: la tendenza indica infatti un possibile cambiamento a partire dal 16-17 agosto, quando le temperature potrebbero iniziare a diminuire.
Si tratta, tuttavia, di una previsione a diversi giorni di distanza: non conferma, né esclude nulla. Nel frattempo, ci aspetta un’altra settimana soleggiata anche in Lombardia, seppur non mancheranno possibili fenomeni temporaleschi soprattutto nelle aree montane, sulle Orobie e nelle zone Prealpine, già a partire da martedì.
L’anticiclone dura dalla fine di maggio, con poche interruzioni
Il caldo continuerà a farsi sentire anche durante le ore notturne: le minime resteranno infatti sopra i 20 gradi, dando luogo alle cosiddette “notti tropicali”. Secondo l’analisi di 3BMeteo, la criticità principale di questa fase non è rappresentata soltanto dai singoli piccoli termici, ma soprattutto dalla durata dell’anticiclone subtropicale, spesso alimentato da masse d’aria di origine nordafricana.
La presenza dell’alta pressione sul Mediterraneo e sull’Europa occidentale si è infatti protratta, con poche interruzioni, dalla fine di maggio. Nel corso di questo periodo si sono alternate masse d’aria molto calda di origine subtropicale oceanica e afflussi direttamente provenienti dal Sahara. Il risultato è un accumulo di calore particolarmente significativo ed elevato.
La persistenza della canicola contribuisce così a rendere l’ondata di caldo più difficile da sopportare, anche al di là dei valori massimi raggiunti. Il confronto con il passato riguarda soprattutto la frequenza e la durata delle ondate di calore, piuttosto che le temperature raggiunte: 40 gradi e oltre si raggiungevano anche prima degli anni Novanta, ma si trattava di fenomeni più rari e generalmente limitati. Oggi, invece, le fasi di caldo intenso tendono a presentarsi e soprattutto susseguirsi con maggiore frequenza.