Non siamo nella top ten, ma per una volta è meglio non esserci. L’Unione nazionale dei consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia. E la nostra, pur non essendo fra le prime dieci, diciamo che si “difende” bene.
Bergamo è al dodicesimo posto per in termini di aumento del costo della vita. In vetta alla classifica si riconferma Ferrara. Dopo un giugno di fuoco (per il portafogli) a luglio ha fatto il bis, con l’inflazione tendenziale al 3,6% e la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1042 euro per una famiglia media.
Seconda, Mantova con un’inflazione del 3,4% rispetto a luglio 2025 e un incremento di spesa pari a 967 euro a famiglia. Al terzo posto Como con la crescita inflattiva a +3,2% e una spesa supplementare pari a 959 euro per una famiglia.
Seguono Roma (+3,2% pari a 915 euro), Siracusa (+3,9% e un incremento della spesa annua di 901 euro), Verona (+3,2%, +899 euro), Pistoia (+3,1%, +872 euro), Pavia (+2,9%, +869 euro) e Udine (+3,1%, +868 euro). Chiude la top ten, Bolzano (+2,8% e +851 euro).
Bergamo dodicesima dopo Arezzo, ma che stangata!
Bergamo arriva subito dopo Arezzo. Per la nostra città i prezzi sono cresciuti del 2,8 per cento. Il che significa, in termini annuali, un aumento delle spese sostenute da una famiglia media di 839 euro.
C’è poco da stare allegri. Anche perché con l’arrivo di settembre oltre al carovita, al caro energia e al caro tutto, si sommano le spese scolastiche, per libri e testi, di solito tutt’altro che indifferenti.
Intanto, in questo agosto accaldato con i condizionatori che pesano sulla bolletta, ci sono alcune città in cui la vita costa meno (ma costa lo stesso). Si tratta di Brindisi dove i prezzi sono cresciuti del 2,2 per cento e con un aggravio annuale di 321 euro. Di Benevento, Lucca, Trapani, Potenza, Grosseto, Olbia, Ancona, Cagliari e Novara.
Mentre, per quanto riguarda le regioni, il Lazio è quello in cui l’inflazione è cresciuta di più (+3,1%, +848 euro). Seguita, manco a dirlo, dalla Lombardia (+2,8%, +819 euro) e dal Trentino (+2,7% e un incremento di 799 euro). Mentre in Basilicata i rincari sono inferiori (+2,3%, +516 euro).
Rincari (astronomici) degli alberghi. Ma non a Bergamo
A influire sulla classifica hanno sicuramente contribuito anche le speculazioni sulle vacanze. A partire dagli alloggi (alberghi e motel, pensioni, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù) rincarati in maniera spropositata quasi ovunque. A Ferrara per esempio sono aumentati del 23,5% rispetto alla scorsa estate. A Mantova, i prezzi di alberghi e pensioni sono cresciuti del 15,6% sul luglio 2025. A Modena dell’11,6%, mentre Como del +10,9%.
A Bergamo, da quel punto di vista, va un po’ meglio. Siamo 49esimi per i rincari degli alberghi e consimili. Con un aumento del 3 per cento rispetto al luglio dello scorso anno. Bene per i turisti, per i bergamaschi un po’ meno.
