Nove vittime nel semestre

Gli infortuni sul lavoro, in sei mesi, aumentati del 7,8 per cento in provincia di Bergamo

Sono 7.028 le denunce registrate da gennaio a giugno del 2026. La Uil chiede più controlli e prevenzione in filiere e appalti

Gli infortuni sul lavoro, in sei mesi, aumentati del 7,8 per cento in provincia di Bergamo

Aumentano le denunce di infortuni sul lavoro a Bergamo: nei primi sei mesi dell’anno corrente sono state 7.028, il 7,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dal secondo Rapporto mensile della Uil Lombardia, elaborato sui dati Inail, e si inserisce in un quadro regionale segnato da oltre 60mila denunce.

Bergamo sopra la media lombarda

La crescita registrata nella provincia orobica è nettamente superiore alla media regionale, ferma al 6,9%. Inoltre Bergamo risulta essere tra i territori lombardi con gli incrementi più marcati, alle spalle dei capoluoghi di Pavia (+12,4%) e Monza e Brianza (+10,1%).

A preoccupare è quindi l’aumento complessivo degli infortuni, nonostante alcuni indicatori mostrino una riduzione. Nei primi sei mesi dell’anno le vittime sul lavoro a Bergamo sono state 9, contro le 15 dello stesso periodo del 2025.

La Uil: «Servono più controlli»

Sul quadro bergamasco è intervenuto Pasquale Papanianni, coordinatore Uil Bergamo, il quale ha invitato tutti a non considerare il calo degli incidenti mortali come un segnale sufficiente di miglioramento.

Secondo il sindacato, è necessario rafforzare la prevenzione nelle filiere produttive del territorio, con controlli più stringenti e maggiore sostegno ai lavoratori. Particolare attenzione viene chiesta negli appalti e nei subappalti, dove la frammentazione delle attività può rendere più complessa la tutela della sicurezza.

In Lombardia oltre 60 mila denunce

Il dato di Bergamo si inserisce in una situazione regionale altrettanto delicata. In Lombardia, nel primo semestre 2026, le denunce di infortunio hanno raggiunto quota 60.532, con un aumento del 6,9% su base annua.

A livello regionale sono state inoltre registrate 75 denunce di infortunio mortale. In crescita anche le malattie professionali, arrivate a sfiorare quota 2.900, con un incremento dell’11,8%. Particolarmente significativo l’aumento delle denunce legate ai disturbi psichici e comportamentali, cresciute del 73,7%.

L’allarme per lavoratori e studenti

La Uil Lombardia ha segnalato anche l’aumento degli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea, cresciuti del 10,6%. Rilevante anche il dato relativo agli studenti: le denunce nel perimetro studentesco sono circa 12.600, pari al 24% degli eventi complessivi registrati in Italia.

Secondo il sindacato, la sicurezza deve quindi essere affrontata non soltanto attraverso i controlli sugli incidenti, ma intervenendo sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione e sui carichi psicosociali.

«Obiettivo zero morti sul lavoro»

La Uil Lombardia chiede un rafforzamento dei controlli nei comparti più esposti, tra cui trasporti, logistica, manifattura, costruzioni e sanità. Tra le richieste figurano anche maggiori risorse per i servizi di prevenzione, una banca dati condivisa e obiettivi misurabili per verificare l’efficacia della vigilanza.

La richiesta finale del sindacato è sintetizzata nell’obiettivo indicato dal segretario generale Uil Lombardia Antonio Albrizio: «Zero Morti sul Lavoro».