Il Comune di Valgoglio dice no alle attività di ricerca ed esplorazione previste nella miniera di uranio di Novazza. L’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Bosatelli ha formalizzato il proprio parere negativo inviandolo il 14 luglio al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale.
Gallerie inaccessibili e piazzale sotto sequestro
La richiesta è stata presentata da Futuro Energetico Italiano Srl (Fei), società italiana del gruppo canadese Zenith Energy, che punta a ottenere l’autorizzazione per studiare ed esplorare il giacimento. Secondo le stime storiche dell’Agip, nell’area sarebbero presenti circa mille tonnellate di uranio metallico.
A pesare sulla posizione del Comune, come riporta Bergamonews, è innanzitutto un problema di carattere pratico: le gallerie della miniera non sono oggi accessibili. Il piazzale davanti all’ingresso è infatti ancora sottoposto a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Nel corso degli anni, due imprese edili vi hanno accumulato una discarica abusiva di rifiuti e attrezzature.
Secondo il Comune, il provvedimento giudiziario «inibisce ogni utilizzo del piazzale stesso e conseguentemente ogni accesso alla miniera». Una circostanza che, secondo l’amministrazione, determina un vuoto nella documentazione ambientale proprio rispetto agli spazi nei quali dovrebbero concentrarsi le attività di ricerca.
Cosa dice il geologo incaricato dal Comune
A supporto del parere contrario c’è la relazione redatta dal geologo Sergio Ghilardi, incaricato dal Comune di valutare sotto il profilo tecnico la proposta. Il documento evidenzia uno «squilibrio nella documentazione prodotta» dalla società Hattusas Srl, incaricata dello studio di impatto ambientale: approfondita nel territorio esterno della miniera, inferiore nell’ambiente sotterraneo.
Ed è proprio nelle gallerie che si concentrerebbero le attività di ricerca. La carenza di informazioni, secondo il geologo, non sarebbe dovuta a una negligenza nella progettazione dello studio, ma all’impossibilità di effettuare gli accertamenti necessari finché il piazzale resterà sotto sequestro.
Manca innanzitutto una caratterizzazione preventiva della radioattività di fondo e del gas radon nelle gallerie, abbandonate dal 1982. Prima di procedere con le nuove trivellazioni, secondo la relazione, sarebbe inoltre necessario disporre di un’indagine sulla stabilità delle strutture sotterranee.
Undici chilometri di sondaggi e il rischio frane
Il programma prevede complessivamente 11 chilometri di nuovi sondaggi all’interno di un ammasso roccioso già interessato e fratturato dalle precedenti attività estrattive, in una zona già Classe 4 di fattibilità geologica, quella caratterizzata dalle limitazioni più gravi. Importante sarebbe anche il consumo di acqua: per un singolo carotaggio di 30 metri, servono circa settemila litri d’acqua. Per non parlare dei possibili fanghi di perforazione da smaltire.
Mancherebbe inoltre una valutazione dettagliata del traffico pesante legato alle attività di ricerca: nessun dato disponibile sui mezzi che dovrebbero percorrere la strada di Novazza per trasportare carburante, acqua e attrezzature durante i circa tre anni di esplorazione previsti.
«Inaccettabile», per il geologo, anche il fatto che per impostazione dello studio di impatto ambientale diverse criticità strutturali verrebbero demandate a un momento in cui i lavori sarebbero già iniziati, piuttosto che preventivamente. Per non parlare dell’impatto turistico che le attività di ricerca potrebbe avere su un Comune piccolo come Valgoglio, che conta meno di 600 abitanti.
Le osservazioni dei Comuni vicini
Nella procedura sono coinvolti anche alcuni Comuni confinanti: Gandellino, Ardesio, Carona e Branzi. La sindaca di Gandellino, Flora Fiorina, ha chiesto ulteriori approfondimenti «in applicazione del principio di precauzione».
Ardesio, invece, non ha presentato osservazioni formali. Il sindaco Yvan Caccia spiega di aver preferito attendere, considerando che al momento si tratta di una richiesta per permessi esplorativi. A Carona la documentazione deve ancora essere esaminata. Resta invece fuori dalla procedura Gromo, nonostante il suo territorio confini direttamente con quello di Valgoglio.
La valutazione di impatto ambientale resta comunque di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la pratica si trova ancora nella fase di istruttoria tecnica della Commissione Via-Vas.
Il termine per la presentazione delle osservazioni pubbliche è scaduto il 20 luglio. Ora la Commissione dovrà valutare la documentazione raccolta, compresi i pareri degli enti coinvolti, e potrà eventualmente chiedere integrazioni o chiarimenti alla società proponente del progetto prima di arrivare al provvedimento finale.