Parola del mister

Sarri predica attenzione per l’esordio di Conference: «Partita insidiosa, ho studiato gli israeliani»

In conferenza stampa il tecnico della Dea ha detto la sua alla vigilia della gara contro gli israeliani. E ha messo un po' tutti in guardia

Sarri predica attenzione per l’esordio di Conference: «Partita insidiosa, ho studiato gli israeliani»

Maurizio Sarri non ha usato mezzi termini ieri (19 agosto) in conferenza stampa e la sua presentazione della gara di stasera contro l’Hapoel Tel Aviv è chiara. Diretta. Precisa.

«Siamo di fronte a una partita importante, ci teniamo moltissimo a questa competizione, ma devo dire che non siamo stati fortunati a livello di sorteggio. Analizzando l’Hapoel si capisce bene che troviamo una squadra più forte di quello che si potrebbe pensare a una prima sommaria e superficiale valutazione. È una sfida che va gestita come una partita da 180 minuti: che capiti qualcosa di positivo o di negativo, non bisogna mai perdere la concentrazione».

La squadra nerazzurra è all’inizio del suo percorso, ma Sarri ha già ben chiaro il contesto in cui si trova: «I motivi di preoccupazione ci sono, abbiamo il giusto rispetto per gli avversari. Ciò che più mi regala fiducia, in questo momento, è l’alto livello di identificazione nell’Atalanta: vedo tutte le componenti strette intorno a questo senso di appartenenza e questo mi dà fiducia che nel lungo periodo si possa fare bene. Spero davvero che la squadra abbia tanti margini di crescita».

La gara con gli israeliani è particolare pensando al contesto politico di guerra, ma Sarri è lapidario: «Io sono qui come professionista e rappresentante della società: devo pensare ad affrontare ogni partita e a vincerla. Se volete il parere da uomo, lo dirò in privato».

Ancora più netto il giudizio sul mercato. «Sono giorni che non chiedo nulla a Giuntoli, la mia fortuna è che c’è lui perché se ci sono occasioni, interviene. Mi fido ciecamente di lui e della società. Io ho 4 partite da preparare in 12 giorni».