PROVINCIA

Manifattura bergamasca, un buon avvio d’anno e la partita degli investimenti in tecnologia

Settore industriale: i dati del primo trimestre tra crescita economica, rincari e sfide per il futuro

Manifattura bergamasca, un buon avvio d’anno e la partita degli investimenti in tecnologia

Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con numeri incoraggianti per la manifattura del territorio. Secondo i dati distribuiti dalla Camera di Commercio di Bergamo, la produzione industriale è salita dell’1,8% su base annua, l’incremento più robusto degli ultimi tre anni, mentre gli ordini hanno segnato un +1,9% e oltre la metà delle imprese, il 53%, ha dichiarato risultati in crescita. Va anche meglio l’artigianato, con la produzione a +3% e l’occupazione in aumento dell’1% nel trimestre. A trainare sono meccanica, alimentare e chimico-farmaceutico.

Il quadro, però, va letto con cautela. Il conflitto iraniano e le tensioni sullo stretto di Hormuz hanno incrinato il clima di fiducia costruito nel 2025. Pesano soprattutto i rincari: materie prime ed energia crescono a ritmi che non si vedevano dal 2022, e oltre il 70% degli imprenditori indica i costi energetici e i rischi geopolitici come principali preoccupazioni, mentre il saldo delle aspettative sulla domanda estera è già sceso di sette punti. In questo margine più stretto investimenti come il rinnovo dei beni strumentali, con macchinari e impianti più efficienti, tornano a incidere sui conti delle PMI, agendo sui costi di produzione prima ancora che sui volumi.

Il “modello Bergamo” tra IA e sostenibilità

In questo scenario torna utile guardare a come il territorio sta cambiando il modo di fare industria. A fare chiarezza è una recente intervista fornita dal docente universitario Gianluca D’Urso, dell’Università di Bergamo, che descrive un “modello Bergamo” in cui intelligenza artificiale, sostenibilità e trasferimento tecnologico diventano infrastruttura strategica. Il docente Gianluca D’Urso sottolinea che l’Europa difficilmente creerà i sistemi fondanti dell’IA, ma può diventarne un utilizzatore di primo piano.

Le tecnologie guida sono la robotica e la Physical AI applicata alla fabbrica, l’analisi dei dati e le energie rinnovabili, con il solare sempre più centrale. Un ruolo importante lo gioca il Consorzio Intellimech, vicino ai vent’anni di attività, che con la logica dell’Open Innovation permette anche alle PMI di condividere i costi di ricerca e adattare le soluzioni alle proprie esigenze. La meccatronica resta il filo che tiene insieme competenze e imprese.

Quando e come investire in tecnologie

Per molte piccole e medie imprese la sfida non riguarda l’innovazione in astratto, ma la scelta del momento giusto per rinnovare macchinari, impianti, software e robotica di linea.

Programmare per tempo l’aggiornamento tecnologico, anziché subirlo, permette di distribuire la spesa su un orizzonte più sostenibile e più coerente con la strategia aziendale.

I primi mesi dell’anno indicano una direzione precisa per le imprese. Un territorio industriale forte come quello rappresentato dalla manifattura bergamasca continua a competere se accompagna i risultati di oggi con investimenti mirati, capaci di reggere anche mercati più instabili. Chi programma adesso l’aggiornamento delle proprie tecnologie produttive arriva più preparato alle incertezze dei prossimi mesi.