Ultimo saluto

Il sentito addio di Azzano San Paolo a Lino Manzoni, vero custode della sua storia

La moglie: «Credeva che conoscere e ricordare sia la chiave per un futuro migliore». Cittadino benemerito, in municipio ci sarà uno spazio a lui dedicato

Il sentito addio di Azzano San Paolo a Lino Manzoni, vero custode della sua storia

«Credeva fermamente che il paese sia dei suoi cittadini, che conoscere e ricordare le nostre radici sia la chiave per costruire un futuro migliore, che vivere in comunità sia quello che ci rende umani». C’è il senso di una vita intera spesa per il territorio nelle parole con cui la moglie Virginia e la famiglia hanno annunciato la scomparsa di Lino Manzoni, lo storico di Azzano spentosi il 15 agosto all’età di 94 anni.

«Desidero che nessuna pianta o fiore debba morire con me. Perciò sulla bara o altro luogo non vengano posti dei fiori recisi o piante che potrebbero appassire», aveva chiesto Lino. Così il suo funerale si è svolto nel rispetto di questa sua ultima volontà. Un ultimo gesto d’amore verso la natura e la vita che rispecchia appieno lo spirito con cui ha sempre operato.

Autore di fondamentali pubblicazioni, tra cui il celebre volume Fonti per la storia di Azzano San Paolo, redatto nel 1986 con Leonio Callioni, Manzoni fu tra i promotori della manifestazione “Azzano d’Italia”. Già da consigliere comunale nei primi anni ’70 promosse la nascita della biblioteca civica e dei gruppi culturali per lo studio della storia locale. Negli anni ’80 salvò da una lottizzazione l’oasi della roggia Guidana e il lavatoio del 1854, avvisando la giunta per fermare il taglio di alberi secolari e preservare una strada campestre ricca di ricordi d’infanzia, quando accompagnava la nonna a lavare i panni.

Grazie alle sue meticolose ricerche è stato possibile ricostruire con esattezza il sacrificio dei 65 azzanesi caduti in guerra. Tra questi, spicca la figura di Pasquale Prussiani, soldato morto nel 1918 sul Monte Grappa le cui spoglie erano finite nelle urne degli ignoti: è stato proprio il lavoro di Manzoni a permettere di ricongiungere quella memoria dispersa al nome scolpito sul monumento del paese. Ha inoltre consentito alla comunità di riscoprire vicende come quella dei quattro fratelli Piacentini, trasformando il ricordo della guerra in un patrimonio vivo per le nuove generazioni.

Il 25 luglio 2024 il Consiglio comunale gli aveva conferito la cittadinanza benemerita. Un’onorificenza accolta con modestia da Manzoni, che per decenni ha dialogato con tutti i sindaci che si sono succeduti, animato da un’unica grande preoccupazione: evitare che Azzano perdesse la propria anima trasformandosi in un anonimo paese dormitorio della città. (…)

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