Un inseguimento partito dalla Bergamasca, terminato nel Milanese, ha riacceso l’allarme del sindacato dei carabinieri. È accaduto nel pomeriggio di sabato 22 agosto, quando quattro persone, sorprese mentre cercavano di svaligiare un’abitazione a Urgnano, sono fuggite a bordo di un veicolo inseguito dai carabinieri del Radiomobile di Bergamo. La fuga, proseguita per diversi Comuni e oltre l’Adda fino alla Martesana, si è conclusa a Cernusco sul Naviglio con lo speronamento di un veicolo della Stazione di Pioltello intervenuto in supporto. Nell’impatto sono rimasti feriti due militari, mentre tre dei quattro fuggitivi sono riusciti a dileguarsi.
La fuga partita dalla Bergamasca

Come riportano i colleghi di PrimaLamartesana tutto è appunto cominciato a Urgnano, dove i quattro soggetti sarebbero stati sorpresi mentre tentavano di svaligiare un’abitazione. Ne è nato un inseguimento che ha visto impegnati i carabinieri del Radiomobile di Bergamo. La fuga si è rapidamente spostata dalla provincia bergamasca verso il territorio milanese, attraversando diversi Comuni e superando l’Adda. Una corsa ad alta velocità terminata nella zona della Martesana.
Lo speronamento a Cernusco

Il momento più grave si è verificato a Cernusco sul Naviglio, dove i fuggitivi hanno speronato violentemente un veicolo della stazione dei Carabinieri di Pioltello, intervenuto per supportare i militari impegnati nell’inseguimento. A seguito dell’impatto due carabinieri sono rimasti feriti. Tre dei quattro fuggitivi, invece, sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
Per il Nuovo Sindacato Carabinieri, il caso rappresenta anche un ulteriore esempio dei rischi ai quali sono quotidianamente esposti i militari impegnati nei servizi di controllo e sicurezza.
«Un incredibile sforzo quotidiano»
A intervenire sono state le segreterie provinciali del Nuovo Sindacato Carabinieri di Bergamo e Milano, che hanno sottolineato lo sforzo e l’abnegazione degli uomini e delle donne dell’Arma. «Questo drammatico episodio evidenzia ancora una volta l’incredibile sforzo quotidiano e l’abnegazione con cui le donne e gli uomini dell’Arma mettono a rischio la propria vita per la tutela della collettività», hanno fatto sapere dal sindacato.
«Servono garanzie per i militari»
Per il Nsc, tuttavia, non sarebbe sufficiente limitarsi a prendere atto dell’episodio e a riconoscere il coraggio dimostrato dagli operatori. Il sindacato torna quindi a chiedere interventi concreti per rafforzare le tutele di chi svolge il servizio. «Non possiamo tuttavia limitarci a prendere atto dell’ennesimo fatto di cronaca e ad elogiare il coraggio degli operatori sul campo», hanno sottolineato le segreterie provinciali di Bergamo e Milano.
La richiesta di certezza della pena
Il punto centrale della presa di posizione riguarda la tutela operativa e legale dei militari e la certezza della pena per chi commette reati e aggredisce gli appartenenti alle forze dell’ordine. Secondo il sindacato, chi mette deliberatamente a rischio l’incolumità dei Carabinieri e dei cittadini deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni con conseguenze effettive.
«Chi sperona le pattuglie deve pagare»
«Come Segreterie Provinciali del Nuovo Sindacato Carabinieri di Milano e Bergamo, torniamo a rimarcare con fermezza ciò che da tempo chiediamo a gran voce: garanzie di tutela operativa e legale per i militari e una reale ed effettiva certezza della pena per chi delinque e aggredisce lo Stato», hanno dichiarato. Infine concludendo hanno detto: «Chi sperona le pattuglie e mette a repentaglio l’incolumità dei carabinieri e dei cittadini deve scontare fino all’ultimo giorno di pena previsto».