Pioniere della clownerie in corsia

Addio a Giuseppe Duzioni, il Clown Eolo: l’ultimo saluto a Verdello

La sua è stata una vita dedicata agli altri, tra volontariato, fede e il sorriso del suo inseparabile naso rosso

Addio a Giuseppe Duzioni, il Clown Eolo: l’ultimo saluto a Verdello

Alle ore 10 di oggi, mercoledì 26 agosto, la comunità di Verdello si è riunita tutta alla Chiesa Parrocchiale Santi Pietro e Paolo Apostoli dove ha dato l’ultimo saluto al 63enne Giuseppe Duzioni, deceduto improvvisamente nella giornata di lunedì 24 agosto a seguito di una lunga malattia che ha combattuto per cinque lunghi anni. Per tutti nel mondo del volontariato era “Clown Eolo”, un uomo che aveva fatto del sorriso, dell’ascolto e della vicinanza alle persone fragili una vera missione. I funerali si sono celebrati nella Chiesa Parrocchiale Santi Pietro e Paolo Apostoli, prima della tumulazione che si è poi tenuta al cimitero locale.

Una vita vissuta mettendo gli altri al primo posto

Come riporta L’Eco di Bergamo Giuseppe era originario di Verdello ed era nato il 15 marzo 1963, per non parlare del fatto che era l’anima del mobilificio Duzioni Mobili Snc, attività ereditata dal padre e oggi portata avanti da uno dei figli. Il lavoro, però, non era l’unico centro della sua vita: prima venivano le persone, l’ascolto e la relazione umana.

«Giuseppe era un pozzo di energia, metteva l’anima in tutto ciò che faceva». È il ricordo dell’amico di sempre Pier Ubiali, che restituisce l’immagine di un uomo profondamente generoso e capace di dedicarsi agli altri.

Il naso rosso di “Clown Eolo”

La sua disponibilità verso gli altri lo aveva portato ad assumere, quasi controvoglia e per l’insistenza di chi riconosceva in lui una figura di riferimento, la presidenza dell’associazione “Dutúr clown”, realtà nata a Bergamo nel 2002 e legata al circuito nazionale di Vip-Viviamo in positivo.

Era stato proprio a Torino, sede centrale dell’associazione, che Giuseppe aveva seguito i primi corsi insieme a Pier Ubiali, diventato a sua volta clown “Ananasso”.

Da allora, per tutti, Giuseppe era diventato “Clown Eolo”: il camice colorato e il naso rosso erano diventati il simbolo di un impegno portato soprattutto negli ospedali e nelle Rsa della Bergamasca.

Dai bambini ricoverati alle missioni in Africa e Brasile

A ricordarlo è anche Alessandro Pellegrini, compagno di viaggio nella clownerie con il nome di “Palla” e portavoce del gruppo “Pacoti Brasile”. Pellegrini lo definisce un vero pioniere della clownerie negli ospedali e nelle Rsa bergamasche.

Il suo impegno, però, non si era fermato alle corsie. Giuseppe aveva partecipato anche a missioni in Africa e Brasile, portando il proprio sorriso là dove malattia, paura e solitudine rischiavano di prendere il sopravvento.

«Dietro il naso rosso – ha raccontato Pellegrini – c’era soprattutto un uomo capace di avvicinarsi agli altri con rispetto e umanità, regalando leggerezza ai bambini ricoverati e conforto alle loro famiglie».

«Un bambino, un giocherellone»

La stessa energia emerge dal ricordo dei figli Raffaele, Elsa e Gionata, che descrivono il padre come «un bambino, un giocherellone, un fuori di testa in senso buono».

Una persona incapace di dire di no quando qualcuno aveva bisogno di aiuto, anche a costo di complicarsi la vita. Un tratto confermato dall’amico Pier: Giuseppe era «troppo generoso» e, anche quando non aveva la possibilità di fare ciò che gli veniva chiesto, cercava comunque una soluzione.

La fede e l’impegno nella comunità

Accanto al volontariato, Giuseppe coltivava una forte fede religiosa e dedicava tempo anche all’oratorio e alla comunità parrocchiale.

La sua scomparsa lascia nel dolore la moglie Cinzia, maestra nella scuola primaria, i figli Raffaele, Elsa e Gionata e la mamma Giovanna.

In queste ore, attorno alla famiglia si è raccolta una comunità intera, con tante persone arrivate a Verdello per rendere omaggio a Giuseppe. Un addio segnato dal dolore, ma anche da quei ricordi sorridenti che sembrano raccontare meglio di ogni altra cosa chi fosse davvero “Clown Eolo”.