«Riva di Solto è sempre stata un’oasi». È così che Claudio Sciarrone, classe 1972 di Cornaredo (Milano), descrive il suo rapporto con il Lago d’Iseo e con quella parte della Bergamasca che, ormai da molti anni, rappresenta per lui un luogo speciale. Il fumettista, tra i principali esponenti della nuova scuola Disney e autore anche di storie Marvel, ha trascorso numerose estati nella casa di famiglia a Riva di Solto, spesso portandosi dietro il lavoro e trasformando il soggiorno sul lago in una sorta di ritiro creativo. Un legame che è tornato al centro anche nei giorni scorsi, quando Sciarrone è stato tra i protagonisti dell’Arawordbridge Festival al Porto Turistico di Lovere, insieme al cantautore e rapper Anastasio.
Molto più di una semplice destinazione estiva

«Ci sono cresciuto, diciamo da grandicello», ha raccontato Sciarrone ricordando Riva di Solto, dove la famiglia acquistò casa quando aveva 16-17 anni circa. Da allora il lago è diventato molto più di una semplice destinazione estiva. «È sempre stato prima per la compagnia estiva, poi perché mi piaceva andarci un po’ in ritiro, tra un lavoro e l’altro, spesso anche a lavorarci. Mi sono portato anche da fare diverse cose del tempo e ci vengo anche solo per fare una scappata, magari anche solo in giornata».
La vicinanza con Milano ha reso tutto ancora più semplice: «È un’oasi, cioè è sempre stato un’oasi. Quando porto amici, conoscenti, colleghi rimangono sempre incantati, perché nessuno si aspetta che a un’ora da Milano ci sia un posto del genere». E c’è un altro elemento che, secondo Sciarrone, rende Riva di Solto particolare perché non è soltanto un luogo di villeggiatura: «È sempre vivo, perché non essendo un luogo di villeggiatura ma un posto dove la gente vive tutto l’anno, in qualunque momento ci vai sei sempre a casa».
Quelle storie disegnate con il lago davanti

Per un fumettista che ha passato gran parte della propria carriera a costruire mondi fantastici, il paesaggio reale può sembrare apparentemente distante dalle sue tavole. Eppure Sciarrone riconosce al Lago d’Iseo un ruolo importante, anche se non necessariamente diretto.
«Direttamente non direi poco o niente, perché le avventure sono ambientate in posti specifici o sono cose veramente al di là. Però il recupero delle energie che mi dà un posto come quello, come Sarnico, come Lovere ma soprattutto Riva di Solto, con tutta quella parte di lago, ma anche il bosco, sono punti di riferimento» – ha spiegato.
E proprio durante quelle permanenze sul lago ha realizzato diverse storie: «Era molto bello il contrasto fra avventure che erano ovunque nell’universo e poi guardare fuori dalla finestra e vedere il lago e le barchette che passavano».
Il paesaggio, quindi, non è necessariamente finito dentro una vignetta come ambientazione riconoscibile, ma ha accompagnato il processo creativo.
La città e il lago: due mondi opposti
Sciarrone è nato e cresciuto a Cornaredo, nell’hinterland milanese, e per anni ha vissuto Milano intensamente, tra scuola, lavoro e opportunità. Con il tempo, però, il rapporto con la città è cambiato.
«Con l’età l’ho rivalutata – ha affermato parlando della provincia e del lago. – Oggi Milano per me è insostenibile sotto tanti punti di vista, mentre Riva di Solto come anche Cornaredo e il loro essere ancora a misura d’uomo rappresenta una dimensione completamente diversa».
Anche per questo, lavorare davanti al lago produce sensazioni differenti rispetto alla città. Ma non perché l’ambiente determini necessariamente ciò che finisce sulla carta: «La fortuna di poter rappresentare mondi di qualunque tipo è che puoi anche essere chiuso dentro un ascensore: da quel punto di vista è la testa che fa la differenza».
Il lago, però, aiuta a trovare un equilibrio: «La frenesia della città ti obbliga ad avere un rapporto con il mondo e con le persone molto più frenetico. Una visione invece come quella di Riva di Solto ti ridimensiona un attimo. Il contrasto fra il marasma di pensieri, idee e cose che hai nella testa e la pace che hai intorno si equilibra».
Zio Paperone sulle montagne del Sebino?
Se un personaggio Disney dovesse vivere un’avventura sulle sponde del Lago d’Iseo, Sciarrone ha già un’idea: «Mi piacerebbe poter pensare a un’avventura con Zio Paperone che magari va a caccia di qualche tesoro nascosto tra le montagne».
Una suggestione che, per il fumettista, potrebbe funzionare proprio perché permetterebbe di valorizzare il territorio invece di utilizzarlo semplicemente come sfondo: «Serve trovare il modo di valorizzare l’ambiente che lo circonda. Se si gioca solo di contrasti non si rende poi onore all’ambiente che lo ospita».
E chissà che in futuro la Bergamasca non possa davvero trasformarsi nello scenario di una storia. Sciarrone immagina persino di spingersi molto più avanti nel tempo: «Sarebbe interessante immaginarsi magari una visione da qui a mille anni. Chissà cosa si affaccerà sulle rive del lago fra mille anni».
Da Lovere ad Anastasio: quando fumetto e musica si incontrano

Il legame con il territorio è tornato protagonista anche il 22 agosto, quando Sciarrone ha partecipato all’Arawordbridge Festival al Porto Turistico di Lovere, condividendo la serata con Anastasio: «Lovere mi è molto familiare e quell’ambientazione meriterebbe anche di essere valorizzata e sfruttata ancora di più».
A guardare i due artisti dalla parte del pubblico c’era anche il Consigliere regionale Michele Schiavi: «È stata una emozionante serata, resa ancora più suggestiva dalla splendida atmosfera del Porto Turistico di Lovere. Per Regione Lombardia è un onore sostenere una realtà importante come questo festival, che sta contribuendo ad arricchire l’offerta culturale del nostro territorio, portando ospiti illustri e artisti di grande talento».
Sciarrone conosce da tempo il lavoro del rapper napoletano, del quale apprezza in particolare la capacità di unire musica, scrittura e dimensione teatrale. Dopo il concerto i due hanno avuto modo di incontrarsi nuovamente: «È la terza volta che ci rincontriamo e sembra, senza farlo apposta, che le strade siano destinate a rincontrarsi e a intrecciarsi». Da qui potrebbe nascere anche qualcosa di nuovo: «Non è escluso, mi piacerebbe un sacco».
Disegni, musica e nuove contaminazione

L’idea di mettere in dialogo fumetto e musica, del resto, non è nuova per Sciarrone. Negli anni ha realizzato visual per concerti ed eventi musicali, arrivando a disegnare dal vivo attraverso un tablet e un proiettore.
Ha lavorato realizzando anche una serie di visual per i live, un paio di video musicali e grafiche tra, passando da artisti come i Punkreas, Giorgio Ciccarelli arrivando a collaborare con Fabri Fibra: «Vedere sul palco il tuo idolo insieme alle tue illustrazioni, i visual per ogni brano, è stato magico come ha detto anche Fabri, perfetto – ha spiegato ricordando l’esperienza con Fabri Fibra -. Mentre li realizzavo li concepivo proprio immaginando lui lì, e il pubblico davanti».
Ora, però, potrebbe esserci un passo ulteriore: creare anche la musica. Sciarrone suona il basso elettrico dall’età di 14 anni e da tempo sperimenta il rapporto tra immagini e suoni: «Mi piacerebbe mettere la mia musica, invece di usare canzoni dalle library dei social, e sarebbe bello giocare con gli strumenti, con quello che conosco e con cui sono cresciuto, ispirato e contaminato».
Un nuovo progetto ancora tutto da costruire, ma che racconta bene la continua curiosità di un artista abituato a muoversi tra mondi diversi: dal Lago d’Iseo a Disney e Marvel e oltre dal fumetto alla musica, senza mai smettere di cercare nuove storie da raccontare, come quella uscita poche settimane fa “Mi Fai Volare” in collaborazione con le Frecce Tricolori, un altro sogno realizzato.