Mauro Borrini, classe 1963, divide la sua vita tra Milano e Roma, ma conserva un legame speciale con la Bergamasca, dove ha trascorso una parte importante della sua giovinezza. Chitarrista, arrangiatore e produttore, nel corso della sua lunga carriera musicale ha lavorato con alcuni dei più importanti nomi della musica italiana e internazionale, per poi approdare anche in televisione, dove per 25 anni ha fatto parte dell’orchestra del “Maurizio Costanzo Show”. Il suo ritorno in terra orobica si rivela essere così anche l’occasione per ripercorrere una storia fatta di musica, incontri, moto e ricordi.
Gli anni di Selvino
Il rapporto con la Bergamasca è nato quando Borrini aveva appena nove anni. Per anni, da giugno a settembre, ha trascorso le vacanze a Selvino, in Val Seriana, dove iniziò anche ad avvicinarsi al mondo della musica: «Quando andavo a Selvino cercavo di suonare, ma alla fine finivo sulla moto» – ha raccontato con un sorriso.
In quegli anni si è infatti appassionato anche al motocross ed è arrivato a partecipare ai Campionati a Clusone. Tra una gara e l’altra c’erano le visite ai negozi di ricambi e le modifiche alle moto, mentre la musica iniziava a diventare sempre più importante.
Proprio a Selvino, ancora giovanissimo, Borrini ha cominciato a suonare nei dancing dell’epoca, quando il mondo delle discoteche era ancora lontano.
Una carriera costruita sulla chitarra

La chitarra è il punto di partenza di una carriera che negli anni si è progressivamente ampliata. Nel suo racconto Mauro ha raccontato di aver iniziato da autodidatta e di aver avuto molto presto l’opportunità di confrontarsi con artisti di primo piano, arrivando a lavorare anche con nomi internazionali come Ray Charles e James Brown.
Con il passare degli anni, però, il mestiere del musicista è cambiato: «Un chitarrista o uno strumentista non può più permettersi di campare» – ha spiegato. Per questo Borrini ha scelto di ampliare ulteriormente le proprie competenze, diventando così anche arrangiatore e produttore.
Ha aperto due studi di registrazione, uno a Roma e uno a Milano: il primo maggiormente orientato al lavoro dei producer, il secondo agli arrangiamenti. Fino a due anni fa si è occupato anche di arrangiamenti per il Festival di Sanremo, lavorando soprattutto sugli archi e su parti che andavano oltre il suo strumento d’origine.
Dal Maurizio Costanzo Show a Buona Domenica
Tra le esperienze più significative della sua carriera c’è senza dubbio quella al “Maurizio Costanzo Show”, dove Borrini ha suonato per ben 25 anni.
Un periodo durante il quale ha avuto modo di assistere a episodi e incontri irripetibili: «Ho visto delle cose che non posso raccontare» – ha detto con fare scherzoso, ricordando un’epoca televisiva profondamente diversa da quella attuale.
Prima ancora era arrivata l’esperienza con l’orchestra di Demo Morselli a “Buona Domenica”, nata quasi per caso grazie a Fiorello. Borrini si trovava in Sardegna a suonare con una band che aveva proprio Fiorello come ospite. Il cantante lo sentì esibirsi e propose a Morselli di ascoltarlo. Quest’ultimo prese un aereo per raggiungere la Sardegna e incontrò Borrini in una situazione decisamente singolare, durante una cena a Porto Cervo.
«Mi disse: “Ma pensa che questo cazzone di Fiorello mi ha portato qua per sentire un chitarrista di merda. Tu cosa fai qua?”. Io sono chitarrista» – ha raccontato Borrini. Da quell’incontro è nata la collaborazione con l’orchestra di Morselli, durata nove anni e destinata a rappresentare l’inizio di una nuova fase della sua carriera televisiva.
«Oggi la musica è molto più sintetica»
Secondo Borrini, il modo di fare e vivere la musica è profondamente cambiato rispetto agli anni in cui iniziava a suonare: «Prima era musica, oggi è evidenza» – ha affermato. La produzione si è spostata sempre più negli home studio e la tecnologia ha assunto un ruolo centrale, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Ad essere cambiato, secondo il musicista, è anche il rapporto tra talento e visibilità. Oggi, ha poi aggiunto, «se ci sei hai vinto»: contano sempre di più le visualizzazioni e la capacità di essere presenti e riconoscibili, mentre il percorso e il background musicale rischiano di passare in secondo piano.
Il ritorno tra le montagne
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Mauro Borrini (il primo da destra) mentre suona a Piazza Brembana
Il gruppo CalmApparente, con Mauro Borrini (primo da destra) a Comenduno di Albino
Dopo tanti anni, Borrini è tornato in Val Seriana e ha raggiunto anche la Valle Brembana, esibendosi gli scorsi 16 e 29 agosto a Piazza Brembana e a Comenduno di Albino: «L’accoglienza del pubblico bergamasco è stata fantastica e il ritorno in queste zone mi ha riacceso ricordi che non si sono mai realmente spenti nella mia mente. Io le montagne le sento mie, l’aria che respiro» – ha raccontato.
Del resto, Mauro ha vissuto a Selvino dai nove ai vent’anni, un periodo che considera fondamentale per la propria formazione e per la propria storia personale. Tra i ricordi più curiosi c’è anche quello della funivia che collega Selvino ad Albino. D’inverno, quando arrivava con la moto da cross, la utilizzava per raggiungere la valle evitando i tornanti e proseguire poi verso Clusone.
«Spero di tornare a suonare qui»
Il rapporto con la Bergamasca potrebbe però non fermarsi alla nostalgia e ai ricordi. Borrini racconta infatti di essere al lavoro su nuovi progetti insieme a Tony De Castro, un amico siciliano-romano di vecchia data che sta prendendo contatti proprio in queste zone e che dal lontano novembre 2012 risiede in una frazione di San Pellegrino Terme.
E alla domanda sulla possibilità di tornare a suonare in Bergamasca, la risposta è stata al quanto netta: «Non solo mi piacerebbe tanto, ma lo spero anche». Perché, nonostante una carriera trascorsa tra Milano, Roma, studi di registrazione, televisione e grandi palcoscenici, c’è un luogo che continua a rappresentare qualcosa di speciale: Selvino e, più in generale, quelle montagne che Borrini, ancora oggi, sente un po’ sue.