Replicare i cinquantamila visitatori dello scorso anno. E, se si può, andare anche oltre, intercettando il pubblico più giovane. Punta in alto la Fiera di Sant’Alessandro. Il tradizionale – e ambizioso – evento dedicato all’agricoltura è stato presentato questa mattina 31 agosto nella sala giunta della Camera di Commercio di Bergamo.
A fare gli onori di casa il presidente Giovanni Zambonelli. Presenti tutti gli organizzatori della kermesse che si terrà dal 4 al 6 settembre al polo fieristico di via Lunga. «La fiera di Sant’Alessandro è la più antica di Lombardia – ha spiegato il presidente di Promoberg Paolo Agnelli – è una tradizione lunga 12 secoli. Nata dalla volontà dei pastori orobici che con la transumanza si riunivano nella Bassa con i colleghi provenienti dalla Germania, per far conoscere la pecora gigante orobica, internazionalmente appetita. Buona parte dell’economia bergamasca nasce da questa fiera. E forse sarebbe il caso di valorizzarla ancor di più. Per i fattori storici e culturali sottesi. Ne ho parlato, di recente, con l’assessore regionale Guidesi. Intanto proporrò all’Università di Bergamo uno studio ad hoc sulle origini storiche dalla Fiera di Sant’Alessandro. E invito l’imprenditoria e le istituzioni bergamasche a sostenere e contribuire allo sviluppo e al giusto riconoscimento che questa manifestazione deve avere».

Anche quest’anno i numeri saranno importanti. Li ha presentati la project manager Paola Albani. Quarantaduemila metri quadrati di esposizione; 190 espositori provenienti da 15 diverse regioni d’Italia. E poi 100 aziende bergamasche che mostreranno al pubblico i loro prodotti. Compresi 260 capi di bestiame. E poi trattori, strumenti e innovazione. Con i piedi ben piantati nella tradizione. Che vedrà persino una sfida di “pirlì”, il gioco bergamasco. E poi una gara di potatura dell’uva oltre a laboratori didattici, showcooking con i prodotti del territorio bergamasco, per finire alla tradizionale elezione della mucca dell’anno. Insomma l’obbiettivo è sostenere un settore, quello dell’agricoltura e dell’allevamento, che resta fondamentale nell’economia bergamasca.

Numeri (e difficoltà) dell’agricoltura bergamasca
L’agricoltura nella nostra provincia conta 4600 imprese per un totale di circa 8000 addetti. L’export prodotto lo scorso anno è stato di 845 milioni di euro. In crescita di oltre il 14 per cento su base annua. Per il settore lattiero caseario, l’incremento è stato addirittura dell’85 per cento.
Tuttavia non mancano le difficoltà. Lo scenario geopolitico internazionale, con le guerre in corso, pesa e parecchio. A questo si aggiungono i cambiamenti climatici, le ondate di calore, la siccità e le devastanti precipitazioni. «E’ stata una stagione pesante – ha detto il presidente di Coldiretti Bergamo Gabriele Borella -. Le cifre dell’agricoltura in Bergamasca sono importanti ma servono strategie nuove per affrontare i mercati in continua fibrillazione, difficili da reggere».
Concorda il direttore di Confagricoltura Bergamo Enzo Ferrazzoli, secondo il quale il costo del gasolio e dei fertilizzanti grava fortemente sulle imprese agricole. «In dieci anni abbiamo perso molte aziende. Attualmente assistiamo alla presenza di molte ditte individuali e le aziende piccole. Mentre nel frattempo si sono ingrandite quelle che erano già produttrici».

«I prodotti agricoli bergamaschi – ha detto il direttore del Dipartimento di sicurezza veterinaria dell’Ats di Bergamo Antonio Sorice – sono di altissima qualità. Un’eccellenza. Da 10 anni a questa parte è stato ridotto drasticamente l’impiego di antibiotici nell’alimentazione e nella crescita degli animali. Tanto che i prodotti bergamaschi che raggiungono tutto il resto del mondo oggi sono accompagnati da un certificato sanitario che ne attesta la qualità e la filiera».
«Serve una riflessione sulle sfide attuali – ha aggiunto l’assessore comunale all’Ambiente Oriana Ruzzini -. Dobbiamo ridurre le emissioni degli allevamenti intensivi e pensare a nuovi modelli sostenibili. A Bergamo per esempio, abbiamo oltre 200 orti urbani».

Infine un passaggio sul futuro del polo fieristico di via Lunga. L’amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova Giuseppe Epinati (riconfermato) ha spiegato che il progetto di ampliamento prosegue. Entro la fine di giugno dell’anno prossimo sarà presentato alla Regione il progetto del primo dei cinque lotti previsti nel masterplan. Si tratta di un padiglione da 7000 metri quadrati più galleria. L’investimento previsto è di 10 milioni di euro. «Abbiamo fatto passi in avanti con il coinvolgimento della Regione. Per il prosieguo del progetto serve il loro impegno finanziario. Il percorso non è facile ma non molleremo la presa», ha assicurato Epinati.