«Nel tempo della promessa». Sarà questo il titolo che accompagnerà la diciannovesima edizione di Molte Fedi sotto lo stesso cielo, la rassegna culturale delle Acli di Bergamo, che si snoderà da lunedì 7 settembre a mercoledì 18 novembre.
Il programma 2026 di Molte Fedi sotto lo stesso cielo
Simone Pezzotta, referente dell’area cultura e formazione delle Acli di Bergamo, racconta il programma dell’iniziativa. «Nella rassegna 2026 troverete diversi eventi dedicati all’ambiente e alla crisi climatica: da Matteo Motterlini che affronterà la questione dal punto di vista cognitivo a Serena Giacomin con cui affronteremo la narrazione della crisi climatica all’esperienza di Licia Colò. Ma non solo: avremo l’onore di ospitare Amitav Ghosh, lo scrittore indiano che da anni nei suoi romanzi intreccia narrazione e critica ambientale».
«Una seconda linea di forza su cui il nostro programma insisterà è sicuramente legata allo scenario internazionale che ci circonda: cosa ci promette la politica? Di quali tradimenti prendere consapevolezza? Questo snodo ci permette di riprendere il tema dei conflitti affrontato lo scorso anno, cercando però di comprenderli in maniera sempre più profonda e con una chiave differente, provando a focalizzarci su quei Paesi che spesso hanno subìto egemonie e monopoli».
Si parlerà di Africa con Chiara Piaggio, di Artico con Marzio Mian, di Asia sudoccidentale con Laura Silvia Battaglia ma anche di Stati Uniti con Oliviero Bergamini all’indomani delle elezioni di Midterm. Senza dimenticare il nostro Paese l’Italia: tra gli ospiti Pierluigi Bersani in dialogo con Giordano Bruno Guerri per parlare di promesse della politica e Marianna Aprile che presenterà il suo libro “La promessa. Storia di una rivoluzione incompleta”.
«Al centro ci saranno anche le storie delle persone che migrano come quelle di cui parlerà Boban Pesov con la sua graphic novel “C’era una volta l’Est” e quelle che ci racconterà don Mattia Ferrari che verrà premiato con il Premio Costruttore di Ponti 2026. Da ultimo vorrei ricordare la sezione dedicata alla morte: l’evento ineluttabile per eccellenza. Percepiamo la sensazione che la morte oggi ci viene rubata, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della finitudine». Ci sarà dunque un tavolo interreligioso, l’esperienza del Death Spritz, il reading di Lucilla Giagnoni di “Oscar e la dama in rosa” e un dialogo tra Luciano Manicardi e Ines Testoni.
«Anche quest’anno abbiamo voluto inoltre lasciare spazio a momenti esperienziali: teatri partecipativi come “Common Land”, una living library sul carcere, e un misterioso evento al buio al quale vi chiediamo di partecipare fidandovi della nostra promessa. Quest’anno anche una novità significativa: alcuni degli eventi non saranno in città ma saranno sul territorio provinciale. Si tratta di un tentativo che stiamo facendo pian piano per rendere la rassegna sempre più diffusa rendendola maggiormente accessibile a chi abita lontano dal centro».