Bergamo guarda all’Europa e porta con sé una proposta precisa: per adattare le città al cambiamento climatico non basta contare gli alberi piantati o i metri quadrati di asfalto rimossi, ma occorre progettare spazi capaci di offrire ombra, assorbire l’acqua, abbassare le temperature e, soprattutto, essere vissuti dalle persone.
È questo il messaggio lanciato oggi (mercoledì 2 settembre) al Parlamento europeo di Bruxelles, dove la nuova edizione del “Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio” (al via a Bergamo venerdì) è stato presentato su iniziativa dell’europarlamentare Giorgio Gori, ex sindaco della città. All’incontro hanno partecipato Vittorio Rodeschini, presidente di Arketipos, e Andrea Cassone, presidente di Aiapp.
Dal verde al progetto
Il punto di partenza sono i dati sul ruolo della vegetazione nel contrasto alle temperature estreme. Il progetto Mirificus, coordinato dal Cnr-Ibe con il supporto di Ispra, ha rilevato a Firenze una temperatura superficiale di 35,9 gradi nelle aree urbane alberate contro i 44,6 dei tessuti edificati compatti. Ma il beneficio non dipende soltanto dalla quantità di verde: conta dove vengono collocati gli alberi, come si distribuiscono le chiome, dove cade l’ombra e come viene gestita l’acqua.
Da qui la proposta all’Unione europea: affiancare agli indicatori quantitativi anche criteri di qualità progettuale nei programmi di finanziamento per l’adattamento climatico.
Bergamo come modello
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Vittorio Rodeschini (a sinistra) e Andrea Cassone
Giorgio Gori
Giorgio Gori
La città può contare su una doppia esperienza. Dal 2022 è una delle cento città europee coinvolte nella missione per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. E da sedici anni il Landscape Festival rappresenta un punto di riferimento internazionale sul progetto di paesaggio.
La sedicesima edizione, in programma dal 4 al 20 settembre, porterà questa filosofia ancora una volta nel cuore della città. In Piazza Vecchia, “Così è se vi appare” di Cristina Mazzucchelli lavorerà su bordi, dehors, ombra e uso quotidiano dello spazio, mentre all’Antico Lavatoio di via Mario Lupo l’installazione “Urban Haven # Rifugio Urbano” di Katuscia Ratto proporrà un modello di vivibilità urbana pensato per il clima che cambia.
«L’auspicio – è il messaggio lanciato da Arketipos – è che l’Europa finanzi non soltanto spazi più freschi, ma spazi belli per le persone che li vivono».