Ha solo otto mesi, ma ha già dimostrato una forza capace di sorprendere tutti nonostante la sua tenera età. Cesare Libero, di Boltiere, sta affrontando un raro tumore vascolare cercando di non perdere mai a qualunque costo il suo dolce e tenero sorriso. La sua storia è raccontata oggi da mamma Costanza Libera Scavuzzo e papà Michele Martino, che dopo mesi difficili trascorsi alla ricerca di risposte hanno deciso di condividere la loro esperienza per lanciare un messaggio di vicinanza e speranza alle famiglie che si trovano improvvisamente ad affrontare una situazione simile.
La massa scoperta a soli 10 giorni dalla nascita
Come riportano i colleghi di PrimaTreviglio Cesare è nato l’11 dicembre 2025 all’ospedale di Treviglio, con un parto naturale e senza complicazioni. Dieci giorni più tardi, il 21 dicembre, mamma Costanza ha notato qualcosa che l’ha subito insospettita.
«Era mentre gli cambiavo il pannolino quando ho notato una piccola massa nell’interno coscia» – ha spiegato la mamma 32enne. Inizialmente aveva pensato di essere forse troppo apprensiva, anche a causa degli ormoni del post partum. Ma quella massa non sembrava normale nemmeno al papà Michele, così la coppia si è rivolta immediatamente all’ospedale di Treviglio. Le prime verifiche, però, non hanno dato una risposta. Nel frattempo la massa continuava a cambiare aspetto: da violacea è diventata gialla, fino a estendersi dall’inguine al ginocchio.
La diagnosi al Papa Giovanni di Bergamo
A quel punto i genitori si sono rivolti nuovamente al pediatra, che non aveva mai visto nulla di simile e ha consigliato loro di recarsi presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove attualmente il piccolo Cesare è seguito. Per circa due settimane i medici hanno monitorato la massa, prima di proporre una risonanza magnetica. Un passaggio che inizialmente ha spaventato profondamente mamma Costanza: «Lo vedevo troppo piccolo e inizialmente ho rifiutato» – ha aggiunto la donna.
Poi, però, l’esame è stato eseguito e ha mostrato una massa composta da vasi sanguigni. La biopsia ha quindi permesso di arrivare alla diagnosi: emangioendotelioma kaposiforme, un raro tumore vascolare che colpisce soprattutto i bambini nei primi anni di vita. «La notizia ci ha raggelato» – ha ricordato Costanza. C’è però un elemento positivo: il tumore, hanno riferito i genitori sulla base delle indicazioni ricevute dai medici, non ha la possibilità di produrre metastasi in altre parti del corpo e rimane localizzato alla gamba.
Cura e controlli
Dal maggio scorso Cesare segue una terapia con immunosoppressori e viene sottoposto a controlli regolari per adeguare il dosaggio alla sua crescita: «Inizialmente i controlli erano settimanali, ora sono ogni due settimane perché la cura si sta stabilizzando» – ha spiegato la mamma del piccolo. Tra gli effetti collaterali ci sono le afte in bocca, ma la famiglia guarda soprattutto ai progressi compiuti.
La massa, infatti, ha già registrato una sensibile riduzione. Secondo le previsioni dei medici, se tutto procederà nel modo auspicato, potrebbero essere necessari un anno e mezzo o due anni perché si riassorba completamente.
Difese immunitarie basse, niente asilo per ora
Il percorso non è comunque semplice. Il trattamento oncologico ha infatti abbassato notevolmente le difese immunitarie del piccolo: «A luglio erano praticamente a zero» – ha proseguito la donna. Per questo Cesare è stato sottoposto anche a un ciclo di infusioni di immunoglobuline.
La famiglia cerca quindi di proteggerlo limitando i contatti alle persone più vicine, familiari e amici stretti. Per il momento, dunque, non potrà frequentare l’asilo nido, anche se mamma Costanza cerca di garantirgli comunque occasioni di socializzazione e di incontro con altri bambini, compatibilmente con la sua situazione.
Il sorriso di Cesare
A dare forza a tutti, però, c’è proprio Cesare. Nonostante i numerosi prelievi e le cure, il piccolo continua a sorridere: «È sempre stato bravissimo, anche ai prelievi che sono stati tanti, non si lamenta mai, ma sorride» – ha affermato la mamma. E persino il momento della somministrazione del farmaco sembra diventare quasi un gioco: «Quando vede arrivare la siringa spalanca la bocca come se fosse un gioco». Una forza che, insieme all’affetto ricevuto da familiari e amici, ha aiutato Costanza e Michele ad affrontare mesi difficili.
«Non perdete tempo»
Ed è proprio da questa esperienza che nasce il messaggio che mamma Costanza vuole rivolgere ad altri genitori. «Vorrei che la storia di Cesare potesse aiutare altre madri come me» – ha sottolineato. Il suo invito è a non sottovalutare ciò che appare insolito nei primi mesi di vita di un bambino e a cercare subito risposte, anche quando la paura o il periodo delicato del post partum possono rendere più difficile valutare con lucidità una situazione. «Bisogna indagare subito e intervenire immediatamente» ha concluso Costanza, perché una diagnosi tempestiva può essere fondamentale per riconoscere un problema e affrontarlo prima che possa avere conseguenze peggiori.