Maestri del paesaggio

Arketipos punta in alto: «Facciamo di Bergamo la capitale europea del paesaggio»

Inaugurata questa mattina 4 settembre la sedicesima edizione del Landscape Festival. Con un nuovo allestimento in Piazza Vecchia ideato da Cristina Mazzucchelli

Arketipos punta in alto: «Facciamo di Bergamo la capitale europea del paesaggio»

L’obbiettivo, neanche tanto velato, è fare davvero di Bergamo la capitale europea del paesaggio. Dopo quindici anni di manifestazioni e di Landscape Festival, Arketipos e i Maestri del paesaggio puntano in alto.

Nei mesi scorsi l’associazione culturale – nata nel 2011 da un’idea di Maurizio Vegini e dal 2021 guidata dal presidente Vittorio Rodeschini – ha fatto visita a Bruxelles, all’Unione Europea per presentare il nuovo progetto. Con l’ambizione e la credibilità data dalle precedenti manifestazioni – che hanno raccolto esperti e studiosi da tutto il mondo – ora l’intento è allargare il raggio d’azione istituzionale, anche aprendo all’Università.

«Serve un laboratorio permanente» ha detto Rodeschini inaugurando questa mattina 4 settembre la nuova Piazza Vecchia verde, accanto alla sindaca Elena Carnevali, alla paesaggista Cristina Mazzucchelli autrice dell’allestimento e al rettore dell’Università di Bergamo Sergio Cavalieri.

«Allo studio – ha spiegato Rodeschini – c’è un corso di Architettura del paesaggio in collaborazione con l’Università di Bergamo, che andrebbe ad aggiungersi al dottorato di ricerca in Landscape studies già esistente, con l’obbiettivo di formare i paesaggisti del futuro».

Se son rose fioriranno, è il caso di dire. Ma è evidente che con le ondate di calore e i cambiamenti climatici in atto, di cui abbiamo vissuto le conseguenza durante l’estate in corso, il paesaggio e l’ambiente non sono più solo una questione estetica, ma diventano fondamentali per il futuro delle città.

“Un nuovo Rinascimento” l’hanno chiamato un po’ pomposamente gli organizzatori. Certo è che dal 4 al 20 settembre Bergamo sarà il centro di un progetto culturale capace di connettere natura, persone, scienza, arte e saperi diversi, proponendo soluzioni concrete al bisogno di benessere e sostenibilità delle città.

Piazza Vecchia nell’allestimento di Cristina Mazzucchelli

La parte più visibile della manifestazione resta ovviamente l’allestimento di Piazza Vecchia. Ma la sedicesima edizione amplia inoltre la propria presenza in città e sul territorio con mostre, incontri e percorsi culturali che spaziano dalla Biblioteca Civica Angelo Mai al racconto dei pittori Santacroce, che arriva idealmente fino a San Pellegrino Terme.

La sfida di rendere Piazza Vecchia ancor più bella è stata affidata alla paesaggista Cristina Mazzucchelli, che con “Così è se vi appare” lavora sulla cornice della piazza e sul riordino permanente dei dehors storici attraverso fioriere specchianti coordinate con la pavimentazione a losanghe.

«E’ stata una sfida difficile, in un contesto speciale – ha spiegato Mazzucchelli -. Dovevo muovermi fra due steccati: il primo era mantenere la funzionalità della Piazza, mantenendone la sua dignità. Il secondo era le esigenze pratiche e pragmatiche di una nuova installazione. Le superfici specchiate che abbiamo progettato rispettano l’identità di Piazza Vecchia e insieme al boschetto rendono nel contempo più intima la presenza dei dehors».

Al centro della piazza ci sono prismi, piramidi specchianti, aiuole ed erbacee che trasformano l’attraversamento in un’esperienza di osservazione dello spazio. È una scelta che inaugura una nuova stagione del Festival: non più solo installazioni spettacolari (e talvolta molto discutibili e discusse) ma progetti capaci di offrire indicazioni concrete alla città.

L’intervento 2026 è temporaneo e reversibile, ma nasce come laboratorio sul futuro di Piazza Vecchia «nel solco di una vocazione già propria di Arketipos» ha concluso Rodeschini.