Interrogazione

Rifiuti, quanto valgono i sacchetti? Ribolla chiede i conti al Comune di Bergamo

Il consigliere della Lega interroga la Giunta sui ricavi della raccolta differenziata e sul costo della nuova Ecocard: «Si potrebbero usare quelle risorse per fornire gratuitamente i sacchetti dell’umido?»

Rifiuti, quanto valgono i sacchetti? Ribolla chiede i conti al Comune di Bergamo

A Bergamo la raccolta differenziata non è soltanto una questione di bidoni, sacchetti e calendari. C’è anche un conto economico che, secondo Alberto Ribolla, sarebbe il caso di rendere più trasparente ai cittadini. Il consigliere comunale della Lega ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta chiedendo di sapere quanto valgono i materiali raccolti attraverso la differenziata, dove finiscono i relativi ricavi e perché, nel frattempo, alle famiglie continui a essere richiesto di sostenere il costo dei sacchetti compostabili per l’umido.

Sacchetti dell’umido omaggio?

La domanda di partenza è piuttosto semplice: se carta, cartone, plastica, vetro e metalli vengono raccolti separatamente e possono generare ricavi o contributi attraverso le rispettive filiere di recupero, perché non destinare almeno una parte di quelle risorse a un servizio direttamente percepibile dai cittadini? Ribolla chiede infatti al Comune di valutare la possibilità di finanziare, interamente o in parte, la fornitura gratuita o agevolata dei sacchetti compostabili.

Per questo il consigliere vuole conoscere i numeri degli ultimi cinque anni: quantità raccolte per ciascuna frazione, ricavi, corrispettivi o contributi ottenuti e, soprattutto, la destinazione complessiva di queste entrate. Ma c’è un secondo fronte sul quale Ribolla punta il dito: la nuova Ecocard.

Il nodo Ecocard

In passato, ricorda l’esponente della Lega, i cittadini potevano utilizzare la propria Crs o tessera sanitaria sia per accedere alle piattaforme ecologiche sia per ritirare i sacchi dai distributori. Con i nuovi servizi è stata invece introdotta una tessera specifica, costringendo gli utenti ad aggiungere un’altra card a quelle che già portano con sé. Per Ribolla il rischio è quello di trasformare un sistema già conosciuto in un ulteriore passaggio burocratico.

E allora arriva la seconda serie di domande: quanto è costata l’Ecocard? Non soltanto la produzione delle tessere, ma anche progettazione, distribuzione, lettori, distributori, software e sistemi informatici collegati. Ribolla chiede inoltre se, prima di cambiare sistema, sia stata effettuata una vera analisi costi-benefici rispetto alla possibilità di continuare a utilizzare la tessera sanitaria.

L’interrogazione arriva fino alla possibilità più pragmatica: perché non mantenere entrambi i sistemi, consentendo ai cittadini di utilizzare indifferentemente Crs o Ecocard? E, più in generale, Ribolla propone che il Comune pubblichi ogni anno un rendiconto facilmente comprensibile con quantità dei materiali raccolti, ricavi ottenuti e destinazione delle risorse.