«No al nuovo Piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio». È questo il messaggio al centro del flash mob annunciato per giovedì 10 settembre davanti al cancello degli uffici direzionali di Sacbo, in via Orio al Serio 49 a Grassobbio.
Alla protesta hanno aderito Alleanza Verdi e Sinistra Bergamo, Oltre, Moviemento 5 stelle, Sinistra per un’altra Seriate, Rifondazione Comunista, Cub, e i comitati del Villaggio Sposi, di Boccaleone, San Tomaso, Naturalmente, Comitato Aria Pulita, progetto Base, Movimento delle donne.
La mobilitazione inizierà alle 18. I promotori puntano il dito contro l’aumento dei voli e sulle conseguenze che, a loro dire, avrebbe sulla qualità della vita, sull’ambiente e sulle condizioni di lavoro.
«L’aria è sempre più pesante»
Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto le ricadute dell’attività aeroportuale sui territori circostanti. I promotori sostengono che chi vive nei Comuni vicini allo scalo sia costretto da anni a fare i conti con inquinamento acustico e atmosferico e con il disturbo provocato dai voli notturni.
Nel documento a corredo della manifestazione i promotori sostengono che lo scorso luglio si sarebbero raggiunti 347 movimenti giornalieri, con una media mensile definita la più alta in assoluto.
La contestazione riguarda in particolare l’ipotesi di passare da una media di 298 a 367 movimenti giornalieri, con punte di circa 400 nei mesi estivi. Per i promotori si tratterebbe di un aumento incompatibile con la vivibilità dei territori sorvolati.
Particolare attenzione viene posta anche sui voli notturni, considerati una delle principali criticità per il diritto al riposo e per la salute dei residenti.
«La crescita non è sostenibile»
Nel mirino della protesta, oltre alla società aeroportuale ci sono ma anche le istituzioni locali, Comune di Bergamo e Provincia, in primis, rei secondo i promotori di essere rimasti finora inerti di fronte all’espansione dell’aeroporto.
Il documento contesta inoltre la definizione di «crescita sostenibile» associata allo sviluppo dello scalo e respinge quello che viene definito «greenwashing». Secondo i promotori, infatti, la crescita del traffico aeroportuale non sarebbe compatibile con gli obiettivi ambientali e con la tutela della salute dei cittadini.
Le richieste dei manifestanti
La mobilitazione nasce da una serie di richieste rivolte a SACBO, Comune di Bergamo e Provincia. Tra queste c’è lo stop definitivo al Piano di sviluppo e una drastica riduzione del numero dei voli.
I promotori chiedono inoltre la cessazione dei voli notturni e il rispetto dei limiti previsti dalla legge in materia di zonizzazione acustica, oltre all’applicazione rigorosa delle prescrizioni ambientali.