È stato Simone Bertanza a conquistare “Cover Me 2026”, il contest musicale dedicato al celebre cantante Bruce Springsteen che la scorsa domenica 6 settembre ha chiuso al Druso di Ranica la decima edizione di “Bergamo racconta Springsteen”. Il cantautore bresciano ha ottenuto il primo posto con la propria reinterpretazione di “Hunter of Invisible Game”, al termine di una serata che ha registrato un ottimo tutto esaurito. Oltre a Bertanza sul podio sono saliti anche i napoletani Valerio Bruner feat. Osmosis Duo, secondi con “Sanghe Niro”, rivisitazione in napoletano di “State Trooper”, e i torinesi The Wooden Brothers, al terzo posto con la loro versione di “Incident on 57th Street”.
Il podio al Druso di Ranica

A decretare il risultato finale sono stati il pubblico e la giuria di qualità, composta da Leonardo Colombati, presidente, Patrizia De Rossi, Ezio Guaitamacchi e Laura Bianchi.
Bertanza ha conquistato la vetta con una rilettura di Hunter of Invisible Game, mentre il secondo posto è andato a Valerio Bruner e all’Osmosis Duo, capaci di trasformare State Trooper in Sanghe Niro, una versione in lingua napoletana. Terzo gradino del podio per i The Wooden Brothers con Incident on 57th Street.
I premi agli artisti
GUARDA LA GALLERY (3 foto)
Simone Bertanza
Valerio Bruner
The Wooden Brothers
Nel corso della serata sono stati assegnati anche alcuni riconoscimenti dedicati alla produzione musicale originale e alla storia del contest.
Il premio per il Miglior inedito è andato a Tommaso Imperiali per Inni generazionali. Un riconoscimento speciale è stato invece assegnato a E rimanimm a ce guardà, cover di The Wayfarer presentata nell’edizione 2021 da The HouseHolder Reloaded.
A Raffaele Pastore, in rappresentanza della band napoletana, è stato consegnato il premio per la Miglior cover 2020-2026.
Dieci anni di Bergamo racconta Springsteen
La finale di Cover Me ha rappresentato la chiusura ufficiale della decima edizione di Bergamo racconta Springsteen, una tre giorni che ha portato a Bergamo e sul territorio musica, incontri e momenti di approfondimento dedicati al cantautore statunitense.
Il programma ha alternato i concerti di artisti come Moa Holmsten & Band e Blood Brothers a occasioni di riflessione sullo stato della musica italiana, oltre ai momenti di incontro che nel corso degli anni sono diventati parte dell’identità della manifestazione.
«La musica continua a creare incontri»

«L’edizione di quest’anno raccoglie il frutto di dieci anni di perseveranza e di volontà di garantire un’offerta musicale e culturale composita e di spessore» – ha commentato Alberto Lanfranchi, presidente dell’associazione NOI&Springsteen.
Il presidente ha ringraziato il team, i partner, la giuria, gli artisti e il pubblico, sottolineando come, dopo dieci edizioni, il festival voglia continuare il proprio percorso. Al centro resta la convinzione che la musica possa «creare incontri e opportunità».
E il percorso proseguirà anche attraverso Cover Me, che continuerà a offrire un palco ai musicisti intenzionati a investire nel proprio talento e a confrontarsi con l’eredità musicale di Springsteen.