Rompendo il silenzio

Maglia bruciata di De Roon: le scuse dell’imprenditore bergamasco

A 74 anni, l’imprenditore ha raccontato il gesto come una provocazione goliardica finita oltre le sue intenzioni

Maglia bruciata di De Roon: le scuse dell’imprenditore bergamasco

Dopo le polemiche degli scorsi giorni scatenate dal video in cui aveva bruciato una maglia dell’Atalanta con il nome di Marten De Roon presa ad un’asta di beneficenza per 2 mila euro, Fabio Acquaroli è tornato sui social per spiegare il gesto e chiedere scusa. L’imprenditore di Bergamo ha riconosciuto di aver sbagliato e si è rivolto direttamente ai tifosi nerazzurri, al centrocampista olandese e alla sua famiglia, pur ribadendo di essere rimasto deluso dalla vicenda.

«Le maglie non si bruciano»

«Faccio questo per scusarmi con tutti gli atalantini perché, anche se c’è una delusione forte, anche se sei arrabbiato, le maglie non si bruciano», ha dichiarato Acquaroli.

L’imprenditore ha quindi rivolto le proprie scuse anche a De Roon e alla sua famiglia, aggiungendo di sperare di poter incontrare personalmente il giocatore a Bergamo e stringergli la mano: «Martino io, per il mio idolo, purtroppo è andata così… accetta le mie scuse quando verrai a Bergamo», ha poi aggiunto.

Il video nato per gli amici

Acquaroli ha poi spiegato che il video non era stato realizzato con l’intenzione di renderlo pubblico. Secondo il suo racconto, si trattava di un filmato realizzato in modo «casalingo e diretto» e destinato esclusivamente alla cerchia degli amici. Quello che era stato pensato come un gesto goliardico, però, ha rapidamente superato la dimensione privata, diventando virale e attirando l’attenzione dei media nazionali.

«Mi ha fatto diventare “mannaggia per me” famoso e non l’avrei di certo cercato a 74 anni questa storia», ha commentato l’imprenditore, riferendosi anche alla pubblicazione della vicenda sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport.

Le scuse e il sostegno alla Dea

Nonostante le scuse, Acquaroli ha precisato di non aver cambiato idea rispetto alla propria posizione sulla vicenda legata a De Roon. Ha però distinto la propria delusione dal gesto compiuto, riconoscendo che la maglia dell’Atalanta non avrebbe dovuto essere bruciata.

In conclusione, l’imprenditore ha rivolto un messaggio ai tifosi nerazzurri, auspicando che l’Atalanta possa tornare a essere «grandissima» e chiudendo con il tradizionale incitamento: «In alto i cuori nerazzurri e sempre sempre forza Dea».