Al netto del rendimento e del fatto che piaccia o meno dal punto di vista calcistico, il numero 70 atalantino Gaetano, contro il Cagliari non ci sarà. Quindi vedremo se sarà proposto Kessie dall’inizio nel ruolo di vertice basso (non è un regista, ma può giocarci), oppure se sarà spostato lì uno tra Samardzic (idea che aveva esposto Sarri), Pasalic ed Ederson.
Ovviamente una soluzione sarà proposta, ma si tratterà della prima volta senza il perno di centrocampo, che è stato infatti il primo acquisto del nuovo corso della società e la prima scelta di Sarri in tutte e cinque le gare ufficiali fin qui disputate.
Oltre all’uomo che andrà in campo, c’è poi da fare qualche ragionamento sull’atteggiamento dei centrocampisti, che quando riescono a stare alti e a portare la prima pressione permettono anche alla squadra di ripartire meglio, subire meno pressione vicino all’area di rigore e, soprattutto, avere più tempo, quando ti attaccano, per intervenire.
Un esempio? Provate a immaginare se la giocata di Soulé – che ha saltato netto Zappacosta prima di segnare il 2-1 – fosse stata fatta 10-15 metri più lontano da Carnesecchi…
Se la difesa tiene e l’attacco segna, qualche risultato lo fai. Ma nel disegno tattico di Sarri il ruolo dei centrocampisti è troppo importante per essere ignorato. L’obiettivo è che i medoiani giochino per almeno 60-70 minuti come i 30′ con il Sassuolo o quelli a inizio ripresa sul campo della Roma. Già sabato sera (12 settembre) contro i sardi il test sarà prezioso in prospettiva futura.