La scomparsa di Emma Bonino – avvenuta oggi, venerdì 11 settembre – lascia un «vuoto enorme» nella politica italiana ed europea e colpisce profondamente anche la comunità di +Europa Bergamo. A esprimere il cordoglio del gruppo bergamasco, intitolato a Marco Pannella, è Dino Paoli, che ricorda una figura centrale di oltre cinquant’anni di battaglie civili e politiche.
«Con Emma se ne va una protagonista di oltre cinquant’anni di battaglie civili e politiche, una donna che ha avuto il coraggio di affrontare, spesso in anticipo sui tempi e contro maggioranze apparentemente insuperabili, alcune delle grandi questioni di libertà del nostro Paese», sottolinea Paoli.
Al fianco di Pannella, Bonino ha contribuito a segnare profondamente la storia politica italiana, impegnandosi sui diritti civili, sull’autodeterminazione, contro la pena di morte e la fame nel mondo, per i diritti delle donne e delle minoranze, lo Stato di diritto e la costruzione di un’Europa più forte e unita.
«I diritti non sono mai acquisiti»
Per +Europa Bergamo, però, l’eredità lasciata da Bonino va oltre le singole battaglie. «Emma ci ha insegnato che la politica può e deve essere anche la capacità di stare dalla parte di una minoranza quando si ritiene che quella minoranza abbia ragione – continua Paoli – che i diritti non possono mai essere considerati acquisiti una volta per tutte; che la libertà richiede responsabilità, coraggio e partecipazione».
Un messaggio che assume un significato ancora più forte per il gruppo bergamasco, che ha scelto di chiamarsi “Marco Pannella”. «Pannella e Bonino rappresentano una storia politica che non appartiene soltanto al passato: rappresentano un metodo, una cultura politica e soprattutto un’idea della persona e della società che abbiamo il dovere di continuare a far vivere», viene sottolineato.
«Il modo migliore per ricordarla è continuare»
Bonino, ricorda ancora +Europa Bergamo, è stata «profondamente italiana e, nello stesso tempo, autenticamente europea e cittadina del mondo». Dalle piazze nostrane alle istituzioni europee, fino ai luoghi nei quali i diritti umani erano maggiormente negati, ha portato avanti le proprie battaglie senza rinunciare alla convinzione che l’Europa potesse avere un ruolo centrale.
«Oggi il modo migliore per ricordarla non è soltanto renderle omaggio. È continuare», conclude Paoli. Continuare a difendere le libertà individuali, lo Stato di diritto e i diritti civili, ma anche a costruire un’Europa capace di essere protagonista nel mondo e a credere che «anche una piccola comunità di persone determinate possa cambiare le cose».
«Grazie Emma, per le battaglie che hai combattuto, per quelle che hai vinto e anche per quelle che ci lasci ancora da combattere. Il tuo esempio continuerà ad accompagnarci».