La Brianza ha imparato presto a spostarsi in automobile. Nel secondo dopoguerra la crescita dei distretti del mobile, della meccanica e del tessile non si è concentrata in una sola città ma si è distribuita tra decine di comuni vicini, e per lavorare, consegnare, vendere e rientrare la vettura privata è diventata quasi subito uno strumento ordinario, prima ancora che un bene di consumo. Sessant’anni dopo la geografia produttiva è cambiata molto, quella insediativa quasi per niente: i comuni sono 55, i confini tra l’uno e l’altro spesso non si vedono, e gli spostamenti quotidiani continuano a incrociarsi in tutte le direzioni.
Quante sono le automobili in provincia
Alla fine del 2025 in provincia di Monza e Brianza risultavano 595.813 automobili, secondo i dati sul parco veicolare del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Aggiungendo motocicli, autocarri, autobus e rimorchi, i veicoli censiti sfiorano quota 770mila. Rapportato ai residenti, il tasso di motorizzazione supera le 680 vetture ogni mille abitanti: quasi sette automobili ogni dieci persone, bambini compresi. È un numero che va letto insieme alla geografia, perché la provincia ha una superficie ridotta ed è tra le più densamente abitate della Lombardia, e ogni spostamento quotidiano si somma a quelli di comuni che cominciano dove finisce il precedente.
Un parco che si rinnova a rilento
Il ricambio, però, è lento. Sempre secondo i dati ministeriali, il 30,6% delle vetture brianzole — oltre 182mila — è stato immatricolato più di quindici anni fa, prima del 2010. Poco più della metà del parco rientra nella fascia Euro 6, mentre benzina e gasolio restano insieme largamente maggioritari; l’ibrido cresce ma non ha ancora scalzato le motorizzazioni tradizionali e l’elettrico puro rimane una quota marginale. È una composizione che descrive un territorio dove le automobili si comprano, ma si tengono a lungo: il biennio con il maggior numero di nuove immatricolazioni resta quello del 2018-2019, e il rallentamento degli anni successivi è stato recuperato solo in parte.
Come è cambiato il modo di cercare un’auto
Nel frattempo una parte consistente della domanda si è spostata sull’usato. A marzo 2026, secondo il bollettino Auto-Trend dell’Automobile Club d’Italia, in provincia di Monza e Brianza sono stati registrati 4.340 passaggi di proprietà al netto delle minivolture, il 9,6% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. È cambiato anche il perimetro della ricerca: le reti ufficiali dei costruttori pubblicano online lo stock disponibile in tutte le sedi, e chi cerca un modello preciso o un allestimento poco diffuso finisce per confrontare cataloghi che stanno fuori dalla propria provincia. Per la gamma Mercedes-Benz, per esempio, si consulta Trivellato.it, sito di una concessionaria veneta con una storia di oltre 100 anni e numerose sedi tra Vicenza, Padova, Verona e Rovigo, che raccoglie in un unico elenco vetture nuove, usate certificate e a chilometri zero. La distanza incide meno di un tempo sulla fase di selezione, mentre continua a incidere su prova su strada, permuta e assistenza, che restano operazioni fisiche.
Che cosa conviene verificare prima di sostituire
La convenienza di una sostituzione si misura su poche voci concrete. Pesa la classe di omologazione, perché le limitazioni alla circolazione adottate nei centri urbani lombardi e nell’area milanese, dove molti brianzoli si spostano ogni giorno per lavoro, riguardano per prime le vetture più vecchie: chi guida un’auto immatricolata prima del 2010 rischia di perdere accessi che oggi dà per scontati. Pesa il valore residuo, che su una vettura tenuta oltre i dieci anni incide ormai poco sulla permuta e su una di cinque o sei anni può invece cambiare in modo sensibile il conto finale. Contano infine le coperture, perché i programmi di usato certificato dei costruttori prevedono controlli e garanzie definite a fronte di prezzi mediamente superiori a quelli del mercato tra privati. Sono variabili che si combinano in modo diverso da un caso all’altro, e il confronto conviene farlo prima di entrare in trattativa.
Una dinamica che riguarda tutto il Paese
Il quadro brianzolo si colloca dentro una tendenza nazionale. L’Annuario statistico dell’Automobile Club d’Italia fotografa un Paese con 701 automobili ogni mille abitanti, il rapporto più alto d’Europa, e un’età mediana delle vetture salita a tredici anni, con le Euro 0-3 che valgono ancora circa un quarto del totale. La provincia di Monza e Brianza si posiziona appena sotto quel rapporto e dentro quella tendenza, con la differenza che qui le stesse automobili circolano e sostano su un territorio fra i più stretti d’Italia rispetto al numero di abitanti. Sono i termini entro cui, nei prossimi anni, si svolgerà anche la discussione locale su qualità dell’aria, code e accessi ai centri urbani.