Lo avevamo anticipato, provando a giocare con i moduli e ragionando sulle caratteristiche. Adesso che Kessie lo abbiamo visto da titolare e che Sarri, con Raspadori per Samardzic, ha sdoganato nel finale di Atalanta-Cagliari il nuovo modulo, possiamo dirlo ancora più forte: l’Atalanta non è solo 4-3-3, ma può tranquillamente giocare anche con il 4-2-3-1, sfruttando al meglio la profondità della rosa a disposizione del tecnico.
I centrocampisti ci sono, le punte anche, mancano solo lavoro e automatismi. Ma arriveranno pure quelli, lo ripeteremo alla nausea.
Il centrocampo a tre, dovesse tornare subito Gaetano in cabina di regia, sarebbe formato dall’ex Cagliari, Kessie ed Ederson. O Pasalic. O Samardzic. In quella zona centrale, ci sono qualità e caratteristiche diverse. Con lo stesso Kessie che può anche muoversi anche da regista, seppur con caratteristiche diverse da quelle di Gaetano.
Samardzic, che finora è spesso stato un titolare di questa squadra, può essere anche sfruttato nell’ultima mezz’ora, porzione di partita in cui spesso è riuscito a essere prezioso e decisivo per i compagni. E poi c’è Ederson, fondamentale per gli equilibri di squadra.
Nel momento in cui Sarri decidesse di passare al 4-2-3-1, la diga davanti alla difesa può essere formata da Kessie ed Ederson, mentre alle spalle del centravanti può giocare Raspadori con Rowe e De Ketelaere a completare il tridente sulla trequarti. Insomma, oltre ai cambi disponibili, ci sono anche varianti che permettono alla Dea di sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi uomini e c’è curiosità di capire come Sarri ruoterà gli attaccanti alla ricerca di soluzioni sempre diverse.