di Paolo Aresi
A Boccaleone non ne possono più, e si può capire. Prima gli avevano detto di portare pazienza, che si faceva sì il treno per Orio, ma che non lo si poteva interrare nemmeno per cinquanta metri, e che quindi non si poteva regalare a questo pezzo di città la ricucitura del quartiere. Motivo: un po’ la mancanza di fondi e, soprattutto, perché il treno per l’aeroporto doveva esser pronto per le Olimpiadi Milano Cortina.
Ora le Olimpiadi sono passate da nove mesi e il treno non c’è ancora e nemmeno se ne vede una data di arrivo. Al posto della ricucitura erano state promesse delle passerelle che oltrepassassero la ferrovia. La vecchia passerella ormai settantenne, è stata abbattuta. A marzo scorso doveva essere pronta quella nuova. Poi a giugno. Poi a luglio. Poi alla riapertura delle scuole. E adesso si parla di metà ottobre.
Il Comitato di quartiere di Boccaleone ha inviato nel tempo comunicati, lanciato appelli, fatto richieste, ma senza esito. L’ultimo comunicato stampa è di pochi giorni fa, a proposito dell’apertura della passerella. Scrive l’organismo dei cittadini di Boccaleone: «I media locali riportano il quarto slittamento consecutivo, giustificato improvvisamente con la necessità di apportare “miglioramenti e modifiche concordate col Comune” a cantiere aperto. Un ritardo imbarazzante, ufficializzato a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico, che conferma tutte le criticità denunciate da tempo dal nostro Comitato».
Il gruppo parla di «assenza di trasparenza» e spiega: «Il cronoprogramma reale dei lavori continua a essere un mistero. I cittadini apprendono le date (…)