Piccolo trotto

L’Atalanta in questa prima fase di stagione va troppo piano, pianissimo. Percezione o realtà?

L'impressione è che la squadra sia indietro a livello fisico, ma non solo. Sono evidenti le difficoltà nell'assimilare i dettami di Sarri

L’Atalanta in questa prima fase di stagione va troppo piano, pianissimo. Percezione o realtà?

Foto di Atalanta.it

La sensazione, vedendo giocare l’Atalanta, è che non ci sia ritmo. Non si vedono giocatori essere più veloci rispetto agli avversari, la palla torna spesso indietro e la manovra procede lenta. È tutto molto, troppo lento.

Certo, poi arrivano le fiammate, come la verticalizzazione di Samardzic per Rowe (con fallo da rigore non fischiato di Kalulu) o la giocata dell’inglese nella ripresa chiusa dal diagonale mancino messo fuori da Vicario. Ma complessivamente la manovra è macchinosa e fa sembrare tutto molto più ingessato di quanto in realtà non sia sul serio.

Va detto che l’Atalanta appare ancora pensante, bloccata e rigida. Questo vuol dire non aver assimilato concetti e automatismi, ma anche che nessuno mostra un po’ di coraggio. Nessuno si assume la responsabilità dell’azione personale per provare a fare gol.

Fare valutazioni è difficile. Non avendo un metro di paragone con il passato, bisogna un po’ fidarsi di quanto rilevato da mister Sarri rispetto al suo lavoro. Il tecnico vuole alta intensità, integrando corsa con il pallone a continui movimenti. Insomma, il suo lavoro non prevede solo atletismo, ma atletismo e tecnica.

Quando Ederson dice che devono giocare più liberi di mente, probabilmente mette in luce una certa difficoltà nel seguire, al momento, tutto quello che l’allenatore chiede. Non è semplice, il passato va troncato di netto e poi c’è da imparare. Assimilare, provare e sbagliare. E poi correggere.

La speranza è che presto l’Atalanta torni a mostrare un approccio e un rendimento fisico come nei giorni migliori. Perché è lì che si fa la differenza e si ottengono i risultati.