breast unit

Undici oncologi da quattro Paesi arabi a Bergamo per studiare le innovazioni nella cura del tumore al seno

Una tre giorni di aggiornamento intensivo professionale coordinato dal Cancer Center dell’ospedale Papa Giovanni XXIII

Undici oncologi da quattro Paesi arabi a Bergamo per studiare le innovazioni nella cura del tumore al seno

Undici oncologi provenienti da diversi Paesi dell’area medio-orientale e mediterranea – Iraq, Giordania, Libia e Libano – sono a Bergamo da domenica 27 settembre per frequentare “Breast Cancer Excellence Program: Innovations to Advance Patient Care”, una tre giorni di aggiornamento intensivo professionale coordinato dal Cancer Center dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sulla diagnosi, il trattamento e la cura del carcinoma mammario.

Stanno approfondendo le più recenti innovazioni

Nel corso delle giornate i partecipanti stanno approfondendo le più recenti innovazioni nella gestione del tumore della mammella, dalle strategie terapeutiche personalizzate alla diagnostica avanzata, dalla genetica ai nuovi biomarcatori, fino alla ricerca clinica e alla presa in carico delle pazienti con malattia precoce e metastatica. Il corso intensivo si articola in sessioni cliniche, discussioni di casi, visite ai laboratori e ai Tumor Board multidisciplinari.

I professionisti hanno la possibilità di confrontarsi con specialisti di tutte le aree multidisciplinari coinvolte nel percorso diagnostico-terapeutico del tumore della mammella, dalla Radiologia diagnostica all’Anatomia patologica, dalla Medicina nucleare alla Genetica medica, dalla Chirurgia generale all’Oncologia medica e alla Radioterapia oncologica, fino alla Psicologia e ad altre discipline cliniche e di laboratorio. L’evento è diretto da Alberto Zambelli, professore dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, responsabile del Cancer Center e direttore dell’Oncologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII.

«Accogliere colleghi provenienti da Paesi diversi rappresenta un’importante occasione di crescita reciproca e di confronto sulle migliori pratiche nella lotta al tumore al seno – sottolinea Zambelli -. Il valore aggiunto della nostra Breast Unit risiede nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo competenze differenti, che collaborano quotidianamente per definire percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati. Attraverso questa preceptorship vogliamo condividere un modello di cura fondato sulla multidisciplinarietà, sull’innovazione scientifica e sulla centralità della paziente, favorendo al tempo stesso uno scambio culturale e professionale con realtà sanitarie internazionali».

L’evento è sponsorizzato da AstraZeneca, con supporto non condizionante.