Giornata Mondiale per il Cuore

Cardiologia pediatrica da record a Bergamo: impiantato un sensore a due adolescenti

Due ragazze di 11 e 16 anni sono state sottoposte alla nuova procedura al Papa Giovanni XXIII: la prima esperienza pediatrica in Italia

Cardiologia pediatrica da record a Bergamo: impiantato un sensore a due adolescenti

Due ragazze adolescenti di 11 e 16 anni, entrambe affette da cardiomiopatia ipertrofica, sono state le prime pazienti in età pediatrica dell’Ospedale Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo a essere sottoposte all’impianto di un dispositivo per il monitoraggio da remoto della pressione arteriosa polmonare. Le due procedure sono state eseguite lo scorso mercoledì 23 settembre dall’équipe della Cardiologia 2 – Cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto. Si tratta di una delle prime esperienze di questo tipo in ambito pediatrico in Italia e, secondo l’ospedale, dell’unica attualmente nel Nord Italia.

Un sensore grande quanto una graffetta

Il dispositivo utilizzato è il CardioMems, un piccolo sensore delle dimensioni di una graffetta che viene posizionato nell’arteria polmonare attraverso una procedura mini-invasiva. Una volta impiantato, rileva quotidianamente le variazioni della pressione polmonare, che possono rappresentare un segnale di peggioramento dell’insufficienza cardiaca. I dati vengono trasmessi senza fili direttamente al team ospedaliero. In questo modo i cardiologi possono seguire a distanza l’andamento della pressione e, quando necessario, modificare tempestivamente la terapia farmacologica, intervenendo prima che lo scompenso possa evolvere verso fasi più avanzate.

Meno cateterismi e più monitoraggio a domicilio

La novità è particolarmente significativa in ambito pediatrico, dove il monitoraggio continuo può contribuire a ridurre il ricorso a procedure invasive: «L’introduzione di questa metodica ha un duplice obiettivo – ha spiegato il cardiologo interventista Domenico Sirico – da una parte rendere più precisa e tempestiva la gestione clinica dello scompenso, favorendo una presa in carico sempre più efficace anche a domicilio; dall’altra ridurre la necessità di ricorrere a misurazioni seriali invasive della pressione polmonare attraverso il cateterismo cardiaco».

Il cateterismo cardiaco, infatti, oltre ai rischi legati a una procedura invasiva, può avere un impatto significativo sui pazienti più giovani, anche perché viene effettuato in sedazione. Il sensore consente invece di raccogliere informazioni cliniche importanti direttamente da casa, attraverso un sistema semplice e ripetibile.

L’équipe dell’Asst Papa Giovanni XXIII

Le due adolescenti sono seguite dalla Chirurgia dei trapianti e del trattamento chirurgico dello scompenso, in particolare dal cardiologo Attilio Iacovoni, della struttura afferente al Dipartimento cardiovascolare diretto da Michele Senni. Gli impianti sono stati eseguiti dalla Cardiologia 2 – Cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto, con il cardiologo interventista Domenico Sirico. La direttrice Francesca Raimondi ha contribuito alla valutazione e alla selezione delle pazienti da sottoporre alla nuova procedura.

L’esperienza rappresenta un ulteriore sviluppo di un modello di assistenza cardiovascolare pediatrica orientato al monitoraggio continuo e alla personalizzazione delle cure, con l’obiettivo di gestire a domicilio una parte sempre più significativa del percorso terapeutico e, quando possibile, limitare il ricorso a procedure invasive.

«Per un bambino può fare una grande differenza»

«L’introduzione di tecnologie come questa ci permette di continuare a offrire cure tempestive, senza dover ricorrere ogni volta a procedure invasive – ha sottolineato il direttore sanitario Alessandro Amorosi. – Per un bambino può fare una grande differenza. È una direzione che stiamo già seguendo, laddove possibile, e che potrà riguardare infuturo anche altri pazienti, soprattutto quelli più fragili, per i qualievitare procedure invasive può essere particolarmente importante».

Per il direttore generale Francesco Locati, la nuova procedura si inserisce nel percorso di innovazione portato avanti dalla cardiologia pediatrica del Papa Giovanni XXIII: «L’introduzione di nuove tecnologie ha valore quando si traduce in cure più efficaci, tempestive e meno invasive, insieme all’innovazione nelle procedure e nell’organizzazione dell’assistenza».

La novità presentata per la Giornata mondiale del cuore

La notizia dei due impianti è stata condivisa in occasione della Giornata mondiale del cuore 2026, campagna internazionale dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari giunta alla sua ventiseiesima edizione. Promossa dalla World Heart Federation insieme a una rete di oltre 200 organizzazioni nazionali in più di 100 Paesi, la campagna propone quest’anno lo slogan “Don’t Miss a Beat”, richiamando l’attenzione sull’importanza della salute del cuore, della prevenzione e della diagnosi tempestiva.