Il festival

Dalle stelle ai vulcani, dai gorilla ai neutrini: Bergamo torna a parlare di scienza

Dal 1° al 5 ottobre incontri, spettacoli e concerti con studiosi e ospiti internazionali

Dalle stelle ai vulcani, dai gorilla ai neutrini: Bergamo torna a parlare di scienza

La scienza raccontata attraverso le storie di chi la studia, la scopre e, spesso, contribuisce a cambiarne i confini. È questo il filo che attraversa la prima settimana della XXIV edizione di BergamoScienza, in programma dall’1 al 5 ottobre con un calendario fitto di appuntamenti, tra conferenze, spettacoli e momenti musicali. Un viaggio che parte dalla cooperazione scientifica internazionale e arriva fino alle frontiere della biomedicina, passando per astrofisica, neuroscienze, ambiente, matematica, linguaggio ed etologia, con numerosi ospiti provenienti da università e istituti di ricerca italiani e stranieri.

A dare un’anteprima al festival sarà già mercoledì 30 settembre, alle 20.30 al Teatro Donizetti, l’appuntamento “Star Wars fra musica e scienza”. L’astrofisico e divulgatore Luca Perri accompagnerà il pubblico dentro la celebre saga cinematografica, esplorandone il rapporto con l’immaginario scientifico e con le domande che da sempre affascinano studiosi e appassionati. A completare la serata saranno le musiche di John Williams, eseguite dall’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Jacopo Brusa.

Il festival entrerà nel vivo giovedì 1° ottobre, alle 20.30 al PalaScienza di Piazza della Libertà, con “Convergenze”, dedicato alla cooperazione scientifica internazionale. Cinque protagonisti porteranno sul palco altrettante esperienze per raccontare come la condivisione di dati, idee e risorse possa consentire alla ricerca di oltrepassare confini geografici, culturali e linguistici. Interverranno Piero Genovesi di Ispra, Andrea Lausi, direttore scientifico di Sesame, e Chiara Montaldo, responsabile medica di Medici Senza Frontiere Italia. A moderare sarà Massimo Polidoro, mentre saranno proposti anche contributi video di Mazin Qumsiyeh e Johanssen Obanda.

La giornata proseguirà alle 22.30 a Cult! Auditorium Evgueni Galperine con il primo appuntamento musicale di “Contaminazioni Contemporanee”. Il compositore Sylvain Rifflet presenterà insieme al sassofonista Sylvain Rifflet “Theory of Becoming”, un lavoro costruito attraverso registrazioni di strumenti reali e virtuali e ispirato al mondo di Max Ernst.

Venerdì 2 ottobre il programma si aprirà alle 9 con “Anatomia di un click”, incontro affidato alla filosofa della scienza Sabina Leonelli e alla data designer Federica Fragapane. Al centro ci saranno i dati che ogni giorno produciamo attraverso le nostre attività digitali: come vengono raccolti, utilizzati e condivisi e quali interrogativi pongono sul piano della trasparenza e dell’accesso alla conoscenza.

Alle 11 sarà la volta di “L’infinito in parole”, un incontro tra matematica e letteratura con Claudio Bartocci e Luca Balletti. Da Borges a Calvino, passando per Musil, l’appuntamento mostrerà come numeri, forme e strutture abbiano alimentato anche la fantasia degli scrittori.
Nel pomeriggio, alle 18.30, arriverà uno degli appuntamenti più attesi della giornata: “Metronomi cosmici: la scoperta delle pulsar”, con l’astrofisica Jocelyn Bell Burnell dell’Università di Oxford, in dialogo con Luca Perri. Nel 1967, quando era ancora dottoranda, Bell Burnell riconobbe per prima il segnale radio anomalo proveniente da una pulsar, una stella di neutroni. La scoperta contribuì ad aprire una nuova finestra sull’universo e sulla sua evoluzione.

La giornata si chiuderà alle 21 nella Basilica di Santa Maria Maggiore con “After the Last Sky” di Anouar Brahem, secondo appuntamento di “Contaminazioni Contemporanee”. Il musicista tunisino proporrà un progetto dedicato ai temi dell’esilio e dell’assenza, costruito attraverso oud, violoncello, pianoforte e contrabbasso, insieme a Django Bates, Mats Eilertsen e Anja Lechner.

Sabato 3 ottobre la prima conferenza sarà alle 9 con “Sotto i nostri piedi”, dedicata al mondo dei vulcani. Il vulcanologo Alessandro Aiuppa accompagnerà il pubblico alla scoperta dei processi che avvengono sotto la superficie terrestre, del funzionamento dei vulcani e della possibilità di prevederne il risveglio. Alle 11, invece, il tema sarà il linguaggio con “Parole che feriscono”, affidato ai linguisti Federico Faloppa e Vera Gheno. L’incontro partirà dalle dinamiche delle bolle digitali e dalla diffusione della violenza verbale online per offrire strumenti utili a riconoscere e contrastare il linguaggio d’odio.

Alle 15, con “Dove finisci tu e inizia il mondo?”, il neuroscienziato Andrea Serino parlerà dello spazio che il cervello considera parte del nostro corpo anche oltre i suoi confini fisici. Un concetto che porta a interrogarsi anche su fenomeni ancora in parte misteriosi, come gli effetti placebo e nocebo. Alle 17 sarà invece la volta di “Nella foresta pluviale: cognizione e intelligenza nei gorilla”, con la primatologa Shelly Masi. Al centro ci saranno oltre vent’anni di ricerca sul campo e le capacità cognitive di questi animali, dalla memoria spaziale ai rapporti sociali, insieme alle minacce che ne mettono a rischio la conservazione.

La sera proporrà due appuntamenti alle 21. Al Palamonti, “Campo alta quota” porterà il pubblico sul Monte Bianco, a 3.500 metri, dove una spedizione scientifica ha utilizzato il ghiacciaio come laboratorio per studiare gli effetti del freddo estremo e dell’aria rarefatta sul corpo umano attraverso sensori e big data. Nella Basilica di Santa Maria Maggiore, invece, il Duo Gazzana, formato dalle sorelle Natascia e Raffaella Gazzana, proporrà musiche di Silvestrov, Pärt, Gourzi, Messiaen e Bach.

Domenica 4 ottobre si partirà alle 11 con “A caccia di neutrini: il telescopio sepolto nel ghiaccio”, insieme al fisico Francis Halzen. Sullo sfondo ci sarà IceCube, l’enorme osservatorio realizzato sotto i ghiacci del Polo Sud per intercettare i neutrini e raccogliere informazioni sui fenomeni più misteriosi del cosmo.

Alle 15 Nicholas J. L. Brown affronterà invece il tema dell’affidabilità della ricerca con “Quando la scienza sbaglia”. Errori statistici, analisi non corrette e frodi possono portare alla pubblicazione di risultati difficili da replicare: l’incontro proverà a spiegare come riconoscere uno studio poco affidabile e, soprattutto, come funziona il processo attraverso cui la scienza corregge i propri errori. Alle 17, infine, il biologo Jacob Hanna sarà protagonista di “I confini della vita: la ricerca sui modelli embrionali sintetici”. A partire dalle cellule staminali, la ricerca consente oggi di ottenere in laboratorio strutture che riproducono le prime fasi dello sviluppo embrionale umano, aprendo nuove possibilità di studio ma anche interrogativi sul piano etico.

Lunedì 5 ottobre il programma continuerà alle 18.30 con “Cuore, reni, metabolismo: un circolo vizioso silenzioso”, dedicato alla sindrome cardio-reno-metabolica. Piero Luigi Ruggenenti e Roberto Trevisan approfondiranno il rapporto tra queste patologie, con particolare attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

Alle 20.45, al Tnt – Teatro Nuovo Treviglio, “Vedere la Terra girare: il pendolo di Foucault” ripercorrerà la storia dell’esperimento che nel 1851 rese osservabile la rotazione terrestre. Protagonisti saranno Vittorio Erbetta e Andrea Possenti.

Accanto alle conferenze, la prima settimana propone anche alcuni appuntamenti pensati in forma più spettacolare. Domenica 4 ottobre, alle 14.30 e alle 17, alla Valle della Biodiversità di Astino, “Botanica queer” accompagnerà il pubblico dagli 11 anni in una passeggiata tra fisiologia vegetale, cultura queer ed ecofemminismo. Alle 20.30, al PalaScienza, Luca Perri porterà invece in scena “Kosmos. La storia dell’Universo, dal Big Bang a oggi”, un viaggio nei 13,8 miliardi di anni della storia cosmica, pensato per un pubblico dai 13 anni.

Lunedì 5 ottobre, alle 15, ancora Luca Perri sarà protagonista di “Città galleggianti”, un tour virtuale in diretta streaming dentro un vero cantiere navale. Alle 21, infine, Stefano Liberti porterà a Cult! Auditorium “Tropico Mediterraneo”, un percorso fatto di immagini, suoni e testimonianze per raccontare il Mediterraneo contemporaneo, dal canale di Suez al Delta del Po. Tutti gli eventi sono gratuiti e, salvo diversa indicazione, le conferenze si svolgono al PalaScienza di Piazza della Libertà. Il festival prevede inoltre sedi accessibili alle persone con disabilità motorie e sensoriali, traduzione in Lis per le principali conferenze, traduzione simultanea inglese-italiano per gli incontri con ospiti internazionali e alcune dirette streaming attraverso i canali ufficiali di BergamoScienza. Programma completo e prenotazioni sono disponibili sul sito del festival.