Distrazione di basso grado del muscolo bicipite femorale della coscia destra. Giacomo Raspadori è tornato a Zingonia dopo i primi accertamenti fatti a Coverciano. Le ulteriori verifiche dello staff medico nerazzurro hanno confermato le prime sensazioni: non si tratta di un problema grave, la prima stima per il recupero parla di 15 giorni. Troppi per rimanere con l’Italia (domani, 2 ottobre, e lunedì i due impegni con Francia e Turchia), ma relativamente pochi per tornare a disposizione di Sarri.
Se non ci saranno intoppi, Raspadori potrà di nuovo essere in gruppo e convocabile tra Milan (18 ottobre) e Ajax (22 ottobre). Dovrebbe quindi saltare Venezia (12 ottobre) e Pafos (15 ottobre) all’inizio di un tour de force che mette di fronte la squadra a un gran numero di partite (nove) nel giro di meno di un mese.
Peccato, perché i segnali che il giocatore ha mandato da Bursa sono stati confortanti e sarebbe stato prezioso averlo su quei livelli anche con la Dea. Senza considerare – aspetto importante – che la sfortuna non è mai una compagna di viaggio consigliata per il buonumore.
Sul piano tattico, pensando al 4-2-3-1 come alternativa al 4-3-3, non avere Raspadori significa non poter puntare su un’opzione importante alle spalle della punta centrale. Lì potrebbe muoversi Pasalic, c’è anche Zalewski che lo ha fatto un paio di volte l’anno scorso, ma è innegabile che bisognerà adattarsi, con l’unico obiettivo di arrivare al risultato con il massimo della produzione offensiva possibile. Saranno settimane intense, speriamo con Jack presto a disposizione.