La musica strumentale del Seicento torna protagonista a Clusone con un concerto che mette insieme storia musicale, repertorio italiano e talenti internazionali. Domenica 4 ottobre alle 16, nella Chiesa della Beata Vergine del Paradiso, sarà protagonista Il Parrasio, ensemble vincitore nel 2025 del Primo concorso internazionale per ensembles strumentali “Giovanni Legrenzi”. L’appuntamento rientra nella quinta edizione di Musica Mirabilis e prosegue il percorso dedicato ai musicisti emersi dal concorso.
Formato nel febbraio 2024 al Conservatorio Reale de L’Aja, Il Parrasio riunisce Eriko Nagayama e Ajda Porenta ai violini, Luka Stefanović al violoncello e Alessandro Papa al clavicembalo e all’organo. I musicisti, provenienti da Italia, Slovenia, Giappone e Stati Uniti, concentrano la loro ricerca soprattutto sul repertorio italiano tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. L’ensemble ha inoltre conquistato il primo premio e il premio del pubblico al “Premio Bonporti” ed è stato selezionato per il programma europeo S-EEEmerging 2026-2027.
Il concerto, intitolato “Danze, sonate e bergamasche”, propone un itinerario attraverso alcuni dei compositori legati alla cappella musicale della Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo nella metà del XVII secolo. Il programma segue in particolare le figure di Tarquinio Merula, Maurizio Cazzati e Giovanni Legrenzi, alle quali si aggiunge Marco Uccellini. Un intreccio che passa anche da Bergamo: Cazzati fu maestro di cappella di Santa Maria Maggiore dal 1653 e per alcuni anni lavorò nella stessa cappella con Legrenzi, allora primo organista.
Di Cazzati saranno eseguiti alcuni balli e correnti, tratti dai “Trattenimenti per camera d’Arie, Correnti e Balletti” pubblicati a Bologna nel 1660, insieme alle sonate “La Varana” e “La Calcagnina”. Ampio spazio sarà dedicato a Legrenzi, con sonate appartenenti a diverse raccolte della sua produzione, tra cui “La Frangipana”, “La Spilimberga”, “La Tassa”, “La Pia” e “La Rossetta”. Il percorso comprende inoltre due balli di Merula e l’“Aria quinta sopra la Bergamasca” di Uccellini, composizione pubblicata a Venezia nel 1642 che sviluppa, attraverso variazioni su un basso ostinato, il tema della danza popolare originaria dell’area di Bergamo.
Un concerto che permette di ascoltare pagine del repertorio barocco e, nello stesso tempo, di ritrovare le tracce di una stagione musicale che ebbe a Bergamo uno dei suoi centri importanti. L’ingresso è gratuito.