Elezioni consiglio provinciale

Lo corsetta dei partiti per un consigliere in più alla Provincia di Bergamo

Sindaci e amministratori alle urne a fine novembre per rinnovare l’aula di via Tasso. Il centrodestra parte da dieci, il centrosinistra da sette

Lo corsetta dei partiti per un consigliere in più alla Provincia di Bergamo

Dopo il voto per la presidenza della Provincia, arriva il rinnovo del Consiglio provinciale, volto ad allineare mandati e scadenze. Si voterà molto probabilmente l’ultima settimana di novembre. L’ufficialità non c’è ancora – manca un passaggio al Senato -, ma gli accordi ci sono e i giochi sembrano fatti.

Sarà un’elezione di secondo livello. Ovvero, andranno alle urne sindaci e amministratori dei 243 comuni bergamaschi. Si voterà la domenica (probabilmente il 29 novembre) alla Cittadella dello sport di Bergamo e non solo. Ci saranno anche seggi diffusi nel resto della Bergamasca: a Zogno, Clusone e Treviglio (la questione era stata oggetto di aspre polemiche durante la sfida per la presidenza fra Gianfranco Gafforelli e l’uscente Pasquale Gandolfi). Le schede poi confluiranno a Bergamo e lo spoglio avverrà il giorno successivo.

Le manovre verso il voto sono già cominciate. Il centrodestra presentandosi unito nel marzo scorso si è aggiudicato lo scranno più alto di via Tasso con l’azzurro Gafforelli. Stavolta potrebbe scendere in campo con una lista unica. Oppure andare con tre liste diverse: una per Fratelli d’Italia, una per la Lega e una per Forza Italia. Il che consentirebbe ai partiti di confrontare il loro peso reale fra gli amministratori bergamaschi.

I segretari provinciali sono al lavoro. Una decisione non è ancora stata presa, se ne parlerà nelle prossime settimane. Certo è che il centrodestra parte da una base di dieci consiglieri. Tre per i meloniani, tre per il Carroccio e tre per gli azzurri, più il presidente della Provincia anch’esso forzista ma super partes.

Perfetto equilibrio, dunque. Qualora però uno dei partiti guadagnasse un consigliere in più, i rapporti interni alla coalizione potrebbero cambiare. E con loro, le deleghe finora assegnate e la vicepresidenza. La Lega punta a confermarsi il partito del centrodestra con gli amministratori più numerosi a livello provinciale. Ma le questioni interne potrebbero (…)

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