Curiosità

L’aglio come il vino: a Songavazzo nasce “Vampiri Italiani”, prima associazione di assaggiatori

Tra degustazioni alla cieca, schede sensoriali e un esperimento olfattivo (sulla pelle degli assaggiatori) durato 42 ore: l'idea di Luca Scainelli

L’aglio come il vino: a Songavazzo nasce “Vampiri Italiani”, prima associazione di assaggiatori

C’è chi assaggia il vino, chi l’olio, chi i formaggi. E poi c’è chi, a un certo punto, ha pensato: perché non l’aglio? La domanda potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta, ma a Songavazzo, in alta Val Seriana, è diventata un’associazione. E non un’associazione qualsiasi: si chiama “Vampiri Italiani” e si occupa di assaggiare, confrontare e persino misurare l’aglio.

Come è nata l’idea

L’idea è nata per prendere sul serio un ingrediente che, nel bene e nel male, nessuno fatica a riconoscere. Vampiri Italiani è la prima associazione italiana dedicata alla valutazione sensoriale dell’aglio, fondata il 15 giugno 2026 da sette soci e con sede proprio a Songavazzo. Il quartier generale è stato ribattezzato “il Covo”, nome perfettamente coerente con l’immaginario dell’associazione. Il principio è semplice: se esistono tecniche codificate per degustare vino, olio, formaggi e salumi, perché non applicarle anche all’aglio? Così sono arrivati una scheda sensoriale dedicata, panel comparativi alla cieca tra diverse varietà italiane, un protocollo di cottura standardizzato e, soprattutto, un parametro che finora nessuno aveva pensato di cronometrare: la persistenza.

La persistenza

Quanto resta, insomma, quell’aglio nell’aria? E per quanto tempo il suo odore continua a farsi sentire dopo che è finito nel piatto? Per rispondere, a Songavazzo hanno cominciato a prendere appunti. Il primo esperimento ha coinvolto due teste d’aglio intere cotte al forno e 42 ore di rilevazioni olfattive, fino a ottenere la prima curva di persistenza documentata dall’associazione. La prova ha avuto anche una conseguenza collaterale piuttosto concreta: la convivente del fondatore è stata trasferita nella stanza degli ospiti, diventando inconsapevolmente il primo “assaggiatore terzo in cieco” di Vampiri Italiani.

La guida

A guidare il progetto è Luca Scainelli, giornalista pubblicista e presidente dell’associazione, con 35 anni di degustazioni professionali alle spalle. E la sua familiarità con la cucina non nasce soltanto da questo nuovo progetto: nel 2020 Scainelli ha partecipato con la famiglia a “Family Food Fight”, il talent culinario di Sky, vincendo la competizione. Oggi, dunque, dall’esperienza televisiva alla degustazione scientificamente organizzata, il percorso passa per un ingrediente molto meno glamour di quelli abitualmente protagonisti degli show culinari. «Non serve che la gente assaggi aglio crudo», spiega Scainelli. «Serve che voglia capire l’aglio che già mangia».

Com’è nato il nome

Il nome dell’associazione è una dichiarazione di metodo, oltre che una battuta riuscita: dove la leggenda vuole che i vampiri fuggano, questi restano, annusano e prendono appunti. Sotto l’ironia gotica, infatti, il lavoro è rigoroso: protocolli scritti, valutatori alla cieca e sedute calibrate su un campione di riferimento fisso. E intanto una storia nata in un piccolo paese della Val Seriana ha cominciato a viaggiare molto più lontano. Vampiri Italiani è già stata ospite di Rai Radio 1 e Radio Montecarlo e oggi, lunedì 5 ottobre, torna su Rai Radio 1, nel programma «Il Pomeriggio di Radio1».