Nuovo sguardo artistico

Ritorno del Talpino: ad Albino in mostra le opere di Enea Salmeggia

Due dipinti importanti tornano visibili al pubblico e aprono, così, un nuovo percorso itinerante alla scoperta del Talpino

Ritorno del Talpino: ad Albino in mostra le opere di Enea Salmeggia
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La storia dell’arte torna a parlare della Val Seriana tramite uno dei suoi protagonisti più importanti: Enea Salmeggia, conosciuto come “il Talpino”. In occasione dei 400 anni dalla morte dell’artista, Albino ha scelto di dedicare alla sua figura un percorso espositivo che sarà visitabile da domenica 11 a domenica 13 dicembre nella Chiesa di Bartolomeo. Un progetto che punta sia a celebrare il pittore nato nella frazione Salmezza di Nembro, sia a rileggerne la produzione tramite nuove attribuzioni, restauri, studi e collegamenti con il contesto artistico e devozionale del territorio.

Un percorso che va oltre una semplice mostra

Questa iniziativa è stata affidata al Museo Bernareggi e alla Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo, già impegnata nel progetto “Salmeggia400” su mandato del Comune nembrese. La curatela è di Silvio Tomasini e Giovanni Valagussa, i quali si sono occupati di costruire un itinerario capace di restituire la complessità della figura del Talpino sotto il profilo storico, figurativo e devozionale.

Nella giornata di ieri, mercoledì 7 ottobre, presso la Sala Consiliare del Comune di Albino si è svolta la presentazione del progetto che ha evidenziato la ricchezza degli spunti di ricerca. Infatti il percorso permette un approfondimento sul rapporto di Salmeggia con la pittura lombarda precedente e contemporanea, dalle influenze di Leonardo, Bernardino Luini e Lorenzo Lotto fino al confronto con Giovan Battista Moroni.

Talpino e la pittura lombarda

Salmeggia opera nell’atmosfera artistica dell’inizio del Seicento, un periodo segnato da profonde trasformazioni e dalla presenza di artisti come Caravaggio. Nella sua pittura convivono l’osservazione del vero, legata anche alla tradizione bergamasca e moroniana, e una ricerca di equilibrio e compostezza di matrice classicista.

Tra gli elementi più interessanti emerge il confronto con altre grandi opere della pittura italiana. Come ha spiegato Giovanni Valagussa, l’«Assunta» di Salmeggia rappresenta un punto di convergenza tra la celebre tela di Tiziano conservata ai Frari di Venezia e quella di Lorenzo Lotto a Celana.

Il percorso consente così di inserire la produzione del Talpino all’interno di una storia più ampia, nella quale Bergamo e il suo territorio ebbero un ruolo significativo anche grazie a pittori come Gianpaolo Cavagna e Francesco Zucco.

Il ritorno di due opere importanti

Al centro dell’esposizione ci sono due dipinti provenienti dall’antica chiesa della Natività di Maria a Desenzano al Serio: la «Madonna in gloria tra i Santi Pietro, Alessandro, Alberto Carmelitano e Santo Vescovo» e la «Miracolosa guarigione della Venturina».

Le due opere, oggi concesse in comodato al Comune di Albino, saranno esposte nella chiesa di San Bartolomeo anche oltre il periodo della mostra. Il loro ritorno alla fruizione pubblica rappresenta uno dei punti di partenza dell’intero progetto e permette di approfondire il rapporto tra Salmeggia, la cultura figurativa lombarda e la devozione mariana del territorio.

Non è casuale, quindi, la scelta di inaugurare l’esposizione in concomitanza con i festeggiamenti annuali dell’Apparizione della Madonna della Gamba, culto ancora fortemente radicato ad Albino.

San Bartolomeo, luogo di continuità artistica

La scelta della chiesa di San Bartolomeo assume un valore anche simbolico. Dopo il progetto «Moroni 500», dedicato a Giovan Battista Moroni, lo storico edificio torna a essere uno spazio privilegiato per riflettere sull’identità artistica del territorio.

Il dialogo tra le opere conservate nella chiesa e quelle riunite per l’esposizione permette di evidenziare la continuità tra la lezione moroniana e la successiva elaborazione di Salmeggia. Il Talpino sviluppò infatti un linguaggio capace di unire osservazione della natura, intensità devozionale e compostezza narrativa, con immagini caratterizzate da una particolare naturalezza emotiva.

Opere da tutta la provincia e nuove attribuzioni

Il percorso espositivo segue un ordine cronologico e riunisce opere provenienti da Bergamo e da diversi centri della provincia. Tra gli enti che hanno contribuito ai prestiti figurano la Cattedrale, Sant’Alessandro in Colonna, Sant’Alessandro della Croce e Santa Maria delle Grazie, oltre alle chiese di Desenzano al Serio, Fiorano al Serio, Martinengo, Vall’Alta e Verdello.

Non mancano opere provenienti da collezioni private e alcuni inediti. La mostra diventa così anche un’occasione di ricerca, con nuove attribuzioni e approfondimenti che permettono di ampliare la conoscenza della produzione del pittore.

Tra le opere oggetto di un recente restauro spicca inoltre la decorazione per il tabernacolo della Cattedrale di Sant’Alessandro a Bergamo, che offre nuovi elementi di riflessione sia sul piano tecnico e conservativo sia sulla fortuna critica e territoriale di Salmeggia.

Giovani studiosi e studenti protagonisti

La ricerca scientifica coinvolge anche quattro giovani storici dell’arte: Chiara Bolis, Marco Bombardieri, Andrea Mora e Davide Rota, che contribuiranno al catalogo e saranno protagonisti di alcune serate di approfondimento dedicate ai principali momenti della carriera del Talpino.

Importante anche la collaborazione con l’Istituto Statale di Istruzione Superiore Oscar Romero di Albino. Gli studenti delle classi quarte, accompagnati dai loro insegnanti, saranno coinvolti nell’accoglienza dei visitatori e nelle visite guidate, diventando a loro volta narratori dei contenuti della mostra.

L’allestimento, curato dallo Studio di architettura Balini, è stato pensato per valorizzare il dialogo tra i dipinti e lo spazio della chiesa di San Bartolomeo.

Un programma di eventi fino a dicembre

Alla mostra sarà affiancato un calendario di conferenze, presentazioni di restauri, itinerari e incontri destinati alla cittadinanza e agli appassionati. Il catalogo scientifico sarà presentato il 7 novembre alle 20.30.

La mostra sarà visitabile gratuitamente grazie all’impegno dei volontari. Gli orari sono: mercoledì dalle 9 alle 12; giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30; sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.