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Vittoria doveva essere e vittoria è stata, nonostante una paura ingiustificata nella ripresa che ha dato forza a un Venezia fino a quel momento davvero rinunciatario e che mai aveva impensierito Carnesecchi, tranne nella casuale occasione del gol del 3-1.
Si torna in campo con l’obbligo di vincere
Dopo una sosta che è diventata lunghissima – a maggior ragione considerando la sconfitta con la Juve -, l’Atalanta torna in campo con il Venezia e l’obiettivo è solo uno: vincere. Non importa il modo, non importa il “come”, importano solo i 3 punti, tremendamente importanti per non farsi assalire dai brutti pensieri. Che non ci sono, bene ribadirlo, ma che non devono nemmeno avere il tempo di formarsi all’orizzonte. Nota di colore: primo tempo di silenzio, in Morosini, per protesta contro l’orario di inizio del match.
Prima volta del 4-2-3-1 dall’inizio
Già utilizzato in diverse occasioni a gara in corso, il 4-2-3-1 – con Elmas in partenza a scambiarsi posizione con De Ketelaere – è una novità assoluta. L’Atalanta di Sarri cambia nel nome delle caratteristiche degli uomini a disposizione e con questa impostazione porta il belga vicino a quella porta che in Nazionale spesso ha potuto raggiungere con una continuità e che lui stesso aveva detto di voler “vedere” di più.
Due cambi rispetto alla Juve
Anche se la gara di Torino è ormai lontana più di tre settimane, i cambi di formazione da segnalare sono solo due: Zappacosta per Bernasconi e il già citato Elmas per Samardzic. La scelta di continuità su Krstovic è da sottolineare, ma la sensazione è che un minimo di valutazioni siano state fatte anche pensando alla gara di giovedì con il Pafos. Elmas, invece, ha un ruolo ben chiaro: con lui in campo si può variare dal 4-3-3 al 4-2-3-1 nel giro di pochissimo. Nel Venezia, complici le tante assenze, scelte variegate di Stroppa, che recupera Basic in mezzo al campo e davanti schiera Yeboah e Adams.
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Tornado Atalanta nella prima mezz’ora, poi Hainaut
L’avvio di gara dei bergamaschi è straripante. Al 6’ il punteggio è già 2-0 grazie allo scavetto di Kessie su assist di Krstovic e al colpo di testa dello stesso montenegrino sugli sviluppi di un corner. La Dea potrebbe segnare ancora con Kessie (pallonetto delizioso salvato sulla linea) e De Ketelaere, ma dopo il 3-0 al 30’ (ancora Krstovic), al 37’ arriva il gol degli ospiti con Hainaut, che sfrutta un errore di posizione di Zappacosta.
Al 40’ proprio il terzino cerca di farsi perdonare, ma il destro sul primo palo è impreciso. La Dea merita ampiamente il vantaggio. Intanto, al 28’, striscione della Pisani sulla questione Malagò: «Circo FIGC. Nel gruppo dei pagliacci un nuovo ingresso, il presidente commissario di se stesso. Malagò buffone». Con applausi convinti sia della Morosini che del settore ospiti.
Secondo tempo di sofferenza e occasioni
Nella seconda parte di gara le due squadre decidono di giocarsela a viso aperto, come due pugili che si affrontano un cazzotto alla volta senza alzare la guardia. Ne esce una gara piena di occasioni: due legni per il Venezia, diverse parate di Stankovic e molte azioni che hanno visto la palla sfilare sul fondo davvero di poco. Da segnalare anche l’espulsione di Elmas all’89’ per un fallo davvero incomprensibile. Nel complesso, l’Atalanta ha meritato la vittoria. Probabilmente con un po’ più di quella “testa pensante” che bloccava nelle precedenti partite si poteva gestire meglio il pallone, ma non si può avere tutto. Quindi bene i tre punti e avanti così.
Atalanta-Venezia 3-1
Reti: 4’ Kessie(A), 6’ e 30’ Krstovic (A), 37’ Hainaut (V)
Atalanta (4-2-3-1): Carnesecchi; Bellanova (67’ Bernasconi), Scalvini (67’ Kolasinac), Kristensen, Zappacosta; Kessie (76’ Gaetano), Ederson; Elmas, De Ketelaere (60’ Samardzic), Rowe (76’ Zalewski); Krstovic. All. Sarri.
Venezia (3-5-2): Stankovic; Moreno (83’ Schingtienne), Jesus, Halhal; Hainaut, Perez, Basic (83’ Helgason), Sohm (87’ Rrahmani), Correia (8’ Sagrado); Yeboah, Adams (83’ Lauberbach). All. Stroppa.
Arbitro: Tremolada di Monza.
Ammoniti: 18’ Moreno (V), 42’ Juan Jesus (V).
Espulsi: 89’ Elmas (A).