spariti 500 mila euro

Ammanchi per mezzo milione di euro alle Poste di Rovetta: l’ex amministratrice nell’occhio del ciclone

Clienti in coda fin dalle prime ore del mattino per verificare i propri conti. C'è chi ha perso tutti i propri risparmi: Poste rimborserà

Ammanchi per mezzo milione di euro alle Poste di Rovetta: l’ex amministratrice nell’occhio del ciclone
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Preoccupazione e lunghe code davanti all’ufficio postale di Rovetta, Dove i clienti stanno attualmente verificando conti correnti, libretti di risparmio e buoni postai dopo la scoperta di ammanchi per circa 500mila euro. Al centro della vicenda ci sarebbe l’ex direttrice, una donna di circa quarant’anni e residente a Fino del Monte, licenziata nel mese di settembre e indagata nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Bergamo. Poste Italiane è intervenuta assicurando che le somme sottratte saranno rimborsate ai clienti.

Conti e libretti sotto controllo

I clienti in coda fuori dall’ufficio postale di Rovetta

Come riportato da L’Eco di Bergamo lo scorso lunedì mattina, fin dall’apertura alle 8.20, varie persone si sono presentate nella sede di via Bernardino da Siena per poter controllare la situazione dei propri risparmi e verificare eventuali movimenti non autorizzati.

In base ad una relazione di due ispettrici di Poste Italiane, chi è stata trasmessa alla Procura, l’ammanco complessivo si aggirerebbe intorno al mezzo milione di euro. Le prime verifiche avrebbero infatti individuato una decina di conti correnti e libretti dei quali sarebbero state prelevate indebitamente delle somme di denaro.

A ora risultano formalmente presentate due denunce, quelle di una coppia di coniugi ottantenni che avrebbe subito la sottrazione di complessivi 148mila euro: 90mila del conto del marito e 58mila da quello della moglie. Altri clienti stanno raccogliendo la documentazione necessaria per rivolgersi ai Carabinieri della Compagnia di Clusone, che si stanno occupando di condurre le indagini.

«Mi sono spariti 10 mila euro, erano i soldi per l’affitto»

Tra i vari clienti in attesa c’è anche chi teme di aver perso i risparmi accumulati nel tempo. Un uomo del paese, con un plico di documenti in mano ha raccontato di non aver più trovato circa 10 mila euro sul proprio conto corrente.

«Non c’è più niente», ha affermato, spiegando che quella somma gli serviva per vivere e pagare l’affitto. L’uomo si è detto pronto a presentare denuncia ai Carabinieri, sperando di ottenere il rimborso previsto.

Questo episodio ha sconvolto anche chi conosceva personalmente l’ex direttrice, descritta da alcuni clienti come una persona cordiale e sorridente, alla quale era stata accordata fiducia nel corso degli anni.

Ex direttrice in indagata

Come già anticipato, prima, l’ex direttrice è stata licenziata a settembre. Nel fascicolo aperto dalla pm Maria Esposito si ipotizzano, tra gli altri, i reati di peculato o appropriazione indebita e falso. In base all’ipotesi accusatoria, per effettuare i prelievi non autorizzati sarebbero state falsificate le firme dei clienti.

Ad ora sono in corso anche le verifiche su altre segnalazioni circolate nelle ultime ore, tra cui quella relativa alla possibile emissione di titoli di credito falsi: si tratta di circostanze ancora da accertare nell’ambito dell’indagine.

In contemporanea l’attenzione rimane concentrata sulla verifica dei depositi e sulla ricostruzione dei movimenti sospetti. Le denunce potrebbero aumentare man mano che i risparmiatori completeranno i controlli e raccoglieranno la documentazione necessaria.

La risposta di Poste Italiane

A seguito di questo spiacevole episodio Poste Italiane è intervenuto garantendo il rimborso delle somme sottratte, mentre gli investigatori si trovano attualmente al lavoro per chiarire l’entità degli ammanchi e le modalità con cui sarebbero stati effettuati dall’ex direttrice.