Il Coro Idica di Clusone porta la tradizione musicale bergamasca nel cuore delle istituzioni europee. Nella giornata odierna (martedì 13 ottobre), la storica formazione della Val Seriana è stata ospite presso il parlamento europeo di Bruxelles, su invito dell’Europarlamentare Lara Magoni, esibendosi prima nella piazza antistante l’edificio e poi all’interno della sede istituzionale, davanti a diversi rappresentanti italiani e stranieri. Una giornata di prestigio che anticipa le celebrazioni per i settant’anni dalla fondazione, in programma nel 2027.
Dal 1957, una storia di musica e tradizione
Fondato nel 1957 dal maestro Kurt Dubiensky, il Coro Idica attraversato quasi sette decenni mantenendo saldo il legame concluso one e il territorio bergamasco. Tramite i canti alpini, la formazione ha contribuito a tramandare un patrimonio culturale che racconta la vita delle comunità montane, le loro fatiche e le esperienze di emigrazione, raggiungendo un pubblico internazionale.
L’invito a Bruxelles rappresenta così un riconoscimento del percorso artistico e culturale del gruppo, che appunto l’anno prossimo festeggerai il 70º anniversario.
Lara Magoni: «Un patrimonio da valorizzare in Europa»
Come già anticipato, prima a promuovere la visita, è stata l’Europarlamentare selvinese Lara Magoni, che ha sottolineato il valore del coro come espressione autentica dell’identità bergamasca.
«Ho voluto invitare il Coro Idica a Bruxelles per dare risalto a una storia di passione e appartenenza, fatta di radici profonde e di un patrimonio musicale tramandato di generazione in generazione», ha dichiarato Magoni, ringraziando la presidente Simona Visinoni, il maestro Gianlorenzo Benzoni e tutti i coristi.
All’incontro erano presenti anche l’assessore regionale all’Housing Paolo Franco, la vicesindaca di Clusone Alessandra Tonsi, don Claudio Visconti, rappresentante della comunità cattolica italiana a Bruxelles, e gli eurodeputati Chiara Gemma e Francesco Torselli.
Paolo Franco: «I canti di montagna raccontano la storia di un popolo»
Nel corso della giornata intervenuto anche l’assessore regionale all’Housing Paolo Franco, il quale ha evidenziato il significato culturale e umano della tradizione corale.
Quest’ultimo ha anche ricordato come canti di montagna custodiscano esperienze condivise, comprese quelle delle comunità costrette a lasciare la propria terra. Un patrimonio che, attraverso la musica, continua a mantenere vivo il legame con le origini.
L’assessore ha anche ricorda richiamato un ricordo personale legato proprio al Coro Idica, suo padre, originario di un territorio montano, gli ha trasmesso nel tempo l’abitudine e il desiderio di ascoltare la formazione clusonese. Una testimonianza che sottolinea quanto il gruppo rappresenti non solo una realtà musicale, ma anche un elemento della memoria collettiva.
Il riconoscimento della Lombardia e il Premio Rosa Camuna

Il valore del Coro Idica è stato persino riconosciuto anche a livello regionale. Infatti l’anno scorso la formazione ha ricevuto la menzione speciale del Premio Rosa Camuna per il contributo alla promozione del territorio lombardo e delle sue tradizioni nel mondo.
A ricordarlo è stato il Consigliere regionale Michele Schiavi (FdI), che purtroppo non ha potuto partecipare alla trasferta per impegni istituzionali nell’Aula del Consiglio Regionale.
Nel suo intervento Schiavi ha ringraziato l’Europarlamentare Magoni per aver accolto la richiesta di organizzare la visita, sottolineando il ruolo del coro come ambasciatore di Clusone, Bergamo e della Lombardia. Ha inoltre espresso riconoscenza ai coristi per l’impegno nel custodire e tramandare un patrimonio che appartiene all’intera comunità.