Otto appartamenti controllati, uno dei quali risultato di fatto non riscontrabile, e 30 pratiche di ospitalità destinate all’archiviazione. È il bilancio dell’attività svolta nella mattinata di martedì 13 ottobre dalla Polizia di Stato a Caravaggio, nell’ambito delle verifiche sulle dichiarazioni presentate per attestare la dimora sul territorio nazionale.
L’intervento è stato condotto dal personale della V Sezione Immigrazione della Questura di Bergamo, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine. I controlli sono scattati dopo che era emerso un numero particolarmente elevato di dichiarazioni di ospitalità riferite agli immobili interessati.
L’immobile fantasma e trenta pratiche verso l’archiviazione
Come riportano i colleghi di PrimaTreviglio, durante le ispezioni, che si sono concentrate tra via Folcero e piazza Ceppo, non è stato possibile riscontrare la presenza effettiva di uno degli immobili indicati nelle dichiarazioni: sul citofono condominiale e sulle cassette postali non compariva alcun riferimento riconducibile all’appartamento dichiarato. Di fatto, un immobile fantasma.
Per gli altri immobili, l’irreperibilità delle persone che avevano presentato le dichiarazioni di ospitalità comporterà l’archiviazione di 30 pratiche relative ad altrettanti cittadini egiziani richiedenti protezione internazionale. Gli accertamenti, spiega la Questura, non hanno permesso di verificare la corrispondenza tra le condizioni abitative dichiarate e quelle effettive.
Sull’intervento è intervenuto anche il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, che ha ringraziato la Questura e il Commissariato di Treviglio per l’attività svolta. «Il costante e capillare presidio del territorio da parte delle Forze dell’ordine è fondamentale perché consente di prevenire e contrastare con efficacia possibili derive delinquenziali. Accertare e conoscere l’identità dei cittadini residenti è il primo passo per garantire sicurezza alla comunità».