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Teatri, sciopero nazionale il 27 ottobre: a Bergamo coinvolti un centinaio di lavoratori

La maggior parte impiegati al Teatro Donizetti. Dal 15 ottobre proclamato anche il blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario

Teatri, sciopero nazionale il 27 ottobre: a Bergamo coinvolti un centinaio di lavoratori
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È stato proclamato per martedì 27 ottobre lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei teatri e del personale scritturato. In provincia di Bergamo sono interessati poco più di cento lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati al Teatro Donizetti.

Da oggi, 15 ottobre, è inoltre proclamato il blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario, che proseguirà fino alla conclusione della vertenza. Per i teatri che non hanno spettacoli in programma il 27 ottobre sarà possibile individuare una giornata alternativa di sciopero tra il 21 e il 30 ottobre. La mobilitazione proseguirà poi con una manifestazione nazionale a Roma lunedì 9 novembre.

Incrociano le braccia oltre cento lavoratori

La mobilitazione, indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil, arriva dopo la rottura delle trattative con Federvivo per il rinnovo del contratto nazionale, al termine di due anni di confronto senza risultati. Al centro della protesta ci sono salari che non riescono più a tenere il passo con il costo della vita. L’ultimo contratto è stato sottoscritto nel 2018 ed è scaduto nel 2021. Da allora l’inflazione accumulata ha raggiunto il 23%, senza che i lavoratori abbiano ricevuto aumenti contrattuali.

«Parliamo di persone che percepiscono già stipendi molto bassi e che in questi anni hanno subito per intero gli effetti dell’inflazione», dichiara Tobia Perini, segretario della Slc Cgil Bergamo. «Il loro potere d’acquisto è crollato, mentre la trattativa per il rinnovo è andata avanti per due anni senza risultati. La proposta delle imprese non permette di recuperare quanto perso e non riconosce nemmeno gli arretrati per gli anni trascorsi dalla scadenza del contratto».

I numeri spiegano le ragioni della protesta. Per i dipendenti dei teatri, la retribuzione media mensile è attualmente di 1.433,43 euro lordi. Federvivo ha proposto un aumento del 18%, distribuito in tre anni: solo nel 2029 lo stipendio medio arriverebbe a 1.691,44 euro, con un incremento complessivo di 258 euro. Una cifra che, distribuita sui nove anni trascorsi dall’ultimo rinnovo, equivale a circa 28 euro lordi all’anno.

Per il personale scritturato, che comprende tra gli altri attori, ballerini, musicisti e tecnici, il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi. La proposta di aumento del 20% porterebbe la paga a 70,42 euro nel 2029: appena 11,73 euro lordi in più al giorno, senza alcun recupero degli arretrati.

«Dopo cinque anni, la pazienza è finita»

Ma la distanza tra sindacati e imprese non riguarda soltanto gli aumenti. Nel corso della trattativa sono state respinte anche le richieste di unificazione dei contratti, di una classificazione unica del personale e di semplificazione delle voci retributive.

«I teatri funzionano grazie al lavoro di tante persone, spesso poco visibili al pubblico, che garantiscono ogni giorno la realizzazione degli spettacoli», prosegue Perini. «Sono professionalità qualificate, che meritano salari dignitosi e regole contrattuali adeguate. Non si può continuare a parlare del valore della cultura senza riconoscere quello di chi ci lavora».

La rottura del confronto ha quindi portato alla proclamazione dello sciopero e all’avvio di una mobilitazione che proseguirà fino al raggiungimento di un accordo. «Dopo cinque anni dalla scadenza del contratto e due anni di trattative, la pazienza è finita», conclude Perini. «Non chiediamo privilegi, ma aumenti che restituiscano potere d’acquisto e il riconoscimento delle professionalità del settore. È per questo che il 27 ottobre sciopereremo».