Viaggio nel tempo

L’incredibile storia di fra Antonio Moscheni da Stezzano racchiusa in un… raviolo

Gesuita e artista, nell’Ottocento andò in India, dove realizzò grandi opere, divenne un simbolo ed è ricordato come il “Michelangelo indiano”

L’incredibile storia di fra Antonio Moscheni da Stezzano racchiusa in un… raviolo
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Un raviolo a forma di margherita per rendere omaggio a un artista che ha portato il nome di Stezzano fino in India. È l’idea del ristorante Gusto, in piazza Libertà, che per celebrare il pittore gesuita fra Antonio Moscheni ha ideato una ricetta speciale, ispirata ai fiori ricorrenti nei suoi affreschi.

Un’iniziativa che unisce cucina e arte e che domenica 18 ottobre sarà l’idea centrale del pranzo dedicato a colui che in India è conosciuto come il “Michelangelo indiano”. All’incontro interverranno Silvana Rizzi, giornalista e ultima discendente dell’artista, e Antonio Lamera, storico locale.

La forma scelta dagli chef, come detto, non è casuale: la margherita richiama i motivi floreali presenti nelle opere del pittore, particolarmente evidenti anche nella sua casa natale. Il piatto è stato studiato nei dettagli: i petali del raviolo custodiscono un ripieno di coniglio, mentre il bottone centrale racchiude un mix di sapori firmato Gusto, accompagnato da una crema di formaggio.

Anche la presentazione è stata studiata per l’occasione. Il raviolo viene servito su un piatto in porcellana realizzato appositamente, decorato con la riproduzione di un affresco presente all’interno di Villa Moscheni, la casa natale del pittore, oggi abitata dai coniugi che hanno organizzato l’iniziativa. Un ulteriore richiamo all’eredità artistica di fra Moscheni, che trasforma anche il supporto su cui viene servita la ricetta in un omaggio alla sua arte.

La creazione non resterà confinata alla celebrazione: rimarrà in menu anche dopo il 18 ottobre e sarà presentata ai clienti con una breve introduzione sulla vita dell’artista. Un modo per far conoscere la storia di un concittadino che, partito dalla Bergamasca, ha lasciato un segno profondo a migliaia di chilometri di distanza.

A completare il pranzo sarà la spongada, dolce tipico (…)

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