Non ci siamo

Modulo e uomini? No, guai a perder di vista la realtà: è una questione di atteggiamento

Se il rendimento dei top non è all'altezza, diventa un grande problema portare a casa le partite, soprattutto quelle più complicate

Modulo e uomini? No, guai a perder di vista la realtà: è una questione di atteggiamento
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Foto di Atalanta.it

Non è una questione di modulo o di uomini, non ci sono colpe totali dell’allenatore e nemmeno di chi ha costruito la rosa. Guai a perdere la misura nelle valutazioni concentrandosi su cose che non esistono.

L’Atalanta che perde 3-2 a Milano ha sbagliato innanzitutto l’atteggiamento in campo. Per oltre un’ora il Milan ha fatto cose “normali”, mentre la Dea non ci è riuscita. Non ha contrastato, non ha portato i suoi uomini di valore nella condizione di creare occasioni.

L’Atalanta di oggi, soprattutto perché è in costruzione e e piena di assenze, non può prescindere da 140 milioni di euro di giocatori di valore che ha in rosa. Già, 140 milioni: Rowe (40 milioni), De Ketelaere (almeno 50 milioni la richiesta, il Psg ci ha pensato) ed Ederson (45 milioni più bonus, quanto lo aveva pagato lo United).

Il valore è quello che il mercato ti riconosce o pensa sia giusto riconoscere, le trattative poi non si chiudono per tanti motivi, ma parliamo di tre elementi che in estate avevano enorme considerazione.

A Milano tutti e tre hanno deluso. E la palma del peggiore spetta a De Ketelaere, perché sta pure giocando dove ha chiesto di poter giocare. Sarri, dopo la Nazionale, lo ha assecondato. Il 4-2-3-1 è cucito su misura per le caratteristiche del gruppo e, in particolare, dei giocatori potenzialmente più forti, che però non stanno facendo la differenza. E perdere 3-2 invece di 3-0 paradossalmente aumenta la delusione, perché è la riprova che credendoci si poteva fare di più. Molto di più.